Il museo

Il Museo della Lavanda, primo in Italia, vuole raccontare la storia di questa meravigliosa!

Infatti la lavanda, rappresentò per anni un’ottima fonte di reddito, tanto che non si limitarono a raccogliere quella spontanea, ma sorsero vari appezzamenti di coltivazione.
Un gruppo di carpasini, di riunì nel 1906 in una cooperativa di coltivatori, raccoglitori e distillatori per la commercializzazione dell’essenza di lavanda. Fu la prima in Italia.

Nel 1921 si costituì un “comitato provinciale per le piccole industrie” che si specializzò nel dare incremento all’industria della raccolta delle piante aromatiche. Tra i suoi componenti si ricorda il M.o Stefano Pastorelli di Carpasio.

Il comitato impiantò a Carpasio dei campi sperimentali delle piante aromatiche e medicinali più richieste dal mercato, tra cui la lavanda, e acquistò un alambicco più moderno e razionale da utilizzare per la distillazione.

La prefettura di Porto Maurizio per disciplinare la raccolta emanò un regolamento atto a mantenere e consolidare una risorsa naturale e preziosa della provincia. Era competenza dei comuni stabilire delle norme. A Carpasio il Consiglio Comunale fissò i tempi per l’inizio della raccolta e prima della data stabilita era assolutamente proibito il taglio del fiore.

Era pure stabilito che la lavanda dovesse essere tagliata con un falcetto od altro strumento da taglio: in nessun caso poteva essere estirpata, al fine di non arrecare danni ai terreni, alla riproduzione delle piante ed alla produttività delle stesse.
La raccolta della lavanda doveva essere effettuata tagliando i soli fiori con “gambo non eccedente la lunghezza di 10 centimetri”. I contravventori alle disposizioni del regolamento erano passibili delle penalità previste dalla legge comunale e provinciale, oltre all’obbligo del risarcimento del danno arrecato. Si stabilì inoltre che la raccolta avesse inizio non prima del 10 luglio, così che il fiore fosse ben maturo: la precoce raccolta del fiore poteva infatti creare “pregiudizio per gli interessi d’un tal genere d’industria”.

Con l’arrivo del fascismo le tasse diventarono troppo alte da sostenere e il comitato si sciolse. Rimasero però i singoli distillatori che visti i profitti iniziarono la coltivazione della lavanda, ma con l’arrivo dei profumi sintetici diminuì la richiesta e quindi il prezzo del fiore; quando poi una malattia colpi le piante e le fece seccare rinunciarono alla distillazione. Solo ora, dopo tanti anni, cominciano a rispuntare cespugli azzurri sui nostri colli.

Il Museo è organizzato su tre piani di un vecchio asilo ristrutturato di recente, è stato arredato con materiale di recupero, dando particolare importanza al principio per noi basilare dell’eco-sostenibilità.
Vi sono tre sale, due dedicate alla lavanda ed alla sua lavorazione dai mille impieghi, con l’esposizione di magnifici alambicchi; l’altra destinata alla rassegna di moltissime varietà di piante essiccate che crescono spontanee nel nostro territorio.
Il piano superiore è stato allestito a biblioteca con balcone a vista sul paese e torretta predominante sulla vallata dell’entroterra ligure: la valle Carpasina. Un piano è dedicato ai laboratori didattici, con aule allestite per accogliere gli studenti.

Museo della Lavanda
Museo della Lavanda - Via Castello, 3 - 18010 Carpasio (IM)
cell: 327 4590272 - mail: info@museodellalavanda.it