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name: testi-e-fonti-bg-perspective
description: "Come si scrivono i testi delle slide di @bg_perspective, dove ci si documenta e quali controlli fare prima di ogni post"
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  modified: 2026-09-21T08:55:43.784Z
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Regole per i testi dei caroselli di @bg_perspective. Vedi [[template-copertina-bg-perspective]] per la grafica.

## Dove documentarsi, in ordine

1. **Descrizione di DungeonDice**, in italiano e scritta da chi vende il gioco in Italia. Ha anche i componenti e il campo Dipendenza Lingua. Si consulta dal browser: il sito è dietro Cloudflare e blocca gli script, ma da una tab normale funziona.
2. **Meccaniche e categorie del portale**, già in italiano e strutturate.
3. **Trascrizioni dei video italiani** che il portale già elenca per ogni gioco. È la fonte migliore. Strumento: `trascrizioni.py` nella cartella del generatore, da eseguire con `.venv/bin/python`. Preferisce sempre le trascrizioni scritte a mano: quelle automatiche sbagliano i nomi propri ("dito enzo caledonia" per "Clans of Caledonia").
4. **Regolamento PDF** su BGG, solo se le altre non bastano.
5. **Paolo**, per tutto ciò che riguarda com'è andata al tavolo.

Le fonti servono a capire, mai a copiare: i testi si scrivono con parole nostre.

## Divisione del lavoro sui testi

**I "come gira" di Paolo stanno in `generatore/come_gira_paolo.md`.** Li registra a voce, un vocale per gioco, e si trascrivono con `whisper-cli` (modello `small` gia' presente in `~/.whisper-models/`, insieme a ffmpeg). Al 31 agosto 2026 ce ne sono dodici, da Ora et Labora a Happy Pigs, cioe' tutta la scaletta fino al 7 ottobre. **Quello che sta in quel file si puo' usare, quello che non ci sta non si deduce.**

Il "cos'è" lo scrive il generatore dalle fonti, ed è verificabile. **Le regole verificate stanno bene in didascalia, dove c'è spazio; la slide "come gira" è di Paolo.** Su Ratti di Wistar la slide dice che alla prima partita ti concentri sulla tana, stanze nuove e topi da sbloccare, e poi scopri che ha vinto chi ha giocato le carte: è un'osservazione da 39 partite che nessun tutorial dice e nessun altro account può copiare. Quella è la merce rara. Le due regole (i topini non si recuperano, serve forza nella zona) sono scese in didascalia. Il **"come gira" e il verdetto vengono da Paolo**, perché sono l'unica cosa che nessun altro account può avere. Il generatore gli fa tre domande secche (cosa capisci dalla seconda partita, cosa fa arrabbiare qualcuno, cosa diresti a chi sta per comprarlo) invece di inventare. Se Paolo non ha niente da dire su quel gioco, il campo resta vuoto e viene segnalato: meglio un buco che una frase generica.

**Errore da non ripetere:** frasi che dicono il contrario di quello che intendono. Su Between Two Cities avevo scritto "non si aspetta mai nessuno" per dire che non c'e' downtime, e si legge come "se non ti sbrighi ti lascio indietro", cioe' l'opposto del pregio. Il termine giusto e' **tempi morti**. E attenzione ai verbi che sembrano italiani e non lo sono: **"impiantarsi"** non si dice (semmai impantanarsi), meglio "scorre senza tempi morti".

**Errore da non ripetere:** attaccare una conseguenza inventata a un fatto verificato. Su Ratti di Wistar le fonti dicono due cose, che i topini piazzati non si recuperano e che per agire serve gia' avere "forza" nella zona: ci avevo aggiunto "quello che piazzi adesso decide cosa potrai fare fra due round", che nel gioco non esiste. Suonava bene e sembrava una spiegazione, ed e' la forma piu' insidiosa di invenzione, perche' le due meta' della frase sono vere e la terza no. **Se una conseguenza non e' scritta in una fonte, non si scrive nella slide.** Paolo ha 39 partite su quel gioco e se n'e' accorto subito.

**Errore da non ripetere:** riempire il "come gira" di regolamento. Su Draftosaurus la slide era diventata l'esenzione di chi tira il dado e la faccia che vieta i recinti col T-Rex: tutto vero, tutto da manuale, e non diceva niente su come si sta al tavolo. Del regolamento entra solo cio' che si capisce senza il resto delle regole, e la riga che chiude deve parlare della serata ("un quarto d'ora e sei alla fine, e di solito se ne fa subito un'altra"), non del turno. Se una frase richiede di sapere un'altra regola per essere capita, va tolta: "chi l'ha tirato e' l'unico libero" non si capisce se non si e' spiegato prima cos'e' il vincolo.

**Errore da non ripetere:** descrivere un gioco prendendo un aspetto per il tutto. Clans of Caledonia era stato descritto come "il mercato", mentre è gestire un clan che si espande, produce, lavora e consegna ordini. Il mercato è una parte.

## La slide "cos'è" ha sette righe e deve dire il gioco intero

Regola data da Paolo il **2026-09-07** guardando la slide 2 di Paladini: *"in 7
righe bisogna dire più cose possibili relative al gioco. Bisogna che si capisca
cos'è."*

**Why:** quella slide è l'unica occasione che ha chi legge di capire di che gioco
si tratta. Se le sette righe le spendi su un elemento solo, chi guarda esce senza
sapere cosa si fa in quella scatola.

**Cosa era sbagliato**, parole sue: *"non serve entrare nel dettaglio che il gioco
è in 7 round"*, *"non dobbiamo spiegare il regolamento, che le taverne sono una in
più del numero di giocatori, e sticazzi"*, *"hai detto cose troppo tecniche e
approfondite relative solo a un Paladino e alle taverne, e chi legge non ha idea
di cosa consista il gioco in realtà"*. La prima stesura apriva con "Sette round e
si conta" e spendeva metà spazio sulla carta paladino e sulle taverne.

**How to apply:** si parte dal gesto che si ripete (*"a ogni round si arruola un
paladino, che ci accompagna per quel round portando operai e abilità"*), poi si
dice **cosa si fa con quello che si è preso**, e si chiude con **come si fanno i
punti**. Numeri di round, quantità di carte, conteggi esatti e condizioni di
attivazione stanno nel 🎲 della didascalia, dove lo spazio non manca. In slide ci
va l'arco della partita, non un dettaglio ben spiegato.

Il testo che è passato, per misura: *"Ogni round arruoli un paladino, che per quel
giro ti porta operai e un potere suo. Con quegli operai o fai crescere il tuo
dominio, o esci: alzi mura, presidi avamposti, converti o attacchi i forestieri.
Forza, fede e influenza aprono le azioni e alla fine sono punti."* Sono 262
caratteri e riempie esattamente le sette righe: sopra i 270 va a otto e l'ultima
riga resta con una parola sola.

## Le due slide di testo servono a spiegare il gioco, e basta

**"Cos'e'" e "Come gira" hanno sette righe l'una e vanno riempite tutte parlando del gioco.** Le chicche storiche, i cenni sugli autori, i collegamenti con altri titoli stanno in **didascalia**, dove lo spazio non manca. Su Azul Sintra avevo speso quattro righe delle sette sul palazzo portoghese e poi liquidato la meccanica con una frase, lasciando fuori chi non conosce Azul.

**Un seguito o una variante va spiegato da zero**, non per differenza. Chi legge puo' non aver mai visto l'originale: prima si dice come si prendono i pezzi, poi cosa cambia.

**Si dice "meccanica", non "gesto".** E' la parola che usa chi gioca. Attenzione anche ai rimandi impliciti: "il gesto e' quello di sempre" non si capisce se non si sa che esiste una collana di Azul.

### Quanto testo ci sta davvero, misurato il 2026-09-08

**I due riquadri non hanno la stessa capienza**, e la misura dei 262 caratteri vale solo per
`testo_sopra`. Misurate sulle slide vere di The White Castle:

| slide | funzione | caratteri per sette righe piene |
|---|---|---|
| 2, "Cos'e'" | `foto_sopra` | **circa 290** |
| 3, "Come gira" | `testo_sopra` | **circa 260** |

A 264 caratteri la slide 2 va gia' a sette righe, ma l'ultima resta con una parola sola:
sono serviti 290 per riempirla. **A 295 va a otto righe e l'occhiello sparisce**: il blocco
cresce verso l'alto e spinge fuori dall'inquadratura la scritta "Cos'e'". E' un errore
silenzioso, nessuno lo segnala, e si vede solo guardando la slide. Su Viticulture era successo
e l'ha visto Paolo. La finestra utile per la slide 2 e' quindi stretta: **fra 280 e 292**. Quindi **il conto dei caratteri non si porta da una slide
all'altra**, si guarda la slide generata e si contano le righe.

**Non esiste un limite tecnico**, e un controllo automatico sulla lunghezza e' stato scritto
e buttato lo stesso giorno: acceso sui 37 post ne segnalava quasi tutti, compresi quelli gia'
usciti bene, perche' i testi in uso vanno da 245 a 383 caratteri. Il "sotto i 250" scritto in
qualche scheda era una scelta editoriale di quel post, non una regola. **Le sette righe si
contano guardando, non calcolando.**

### Su Threads non si mettono hashtag, dal 2026-09-08

Verificato aprendo Threads: gli hashtag scritti nel corpo **restano testo nero**, non
diventano link e non portano da nessuna parte. Il lavoro lo fa il **topic**, uno solo per post,
vedi [[topic-threads]]. Paolo: *"sfruttiamo il Topic, e risparmiamo caratteri, che sono
limitati, per descrizioni migliori invece di metterci hashtag che non servono."*

Il testo Threads sta sotto i 500 caratteri, quindi due hashtag erano venti caratteri buttati.

Ripulito lo stesso giorno: **quattro post in coda** (Wingspan Pocket, Azul Sintra, Brass,
Century) e **ventinove schede** piu' i due file `out/prove/didascalie-*.md`, aggiornando anche
i conteggi di caratteri scritti nei titoli delle sezioni. Gli altri sei post in coda non li
avevano mai avuti: la pratica era cambiata in corsa senza tornare indietro.

## Le chicche: cercare cosa c'e' di vero dietro l'ambientazione

**Su ogni gioco si cerca la chicca**, cioe' il fatto che chi ci gioca da anni non sa. Il tema di una scatola lo diamo tutti per scontato, e invece dietro parecchie ambientazioni c'e' roba reale che nessuno racconta.

Su **Terramara** e' venuto fuori che le terramare sono esistite davvero: villaggi della pianura padana fra il 1650 e il 1150 a.C., e il nome viene da "terra marna", il terreno grasso buono per l'agricoltura su cui erano costruiti. Paolo ci ha fatto 18 partite e non lo sapeva. Se non lo sa lui, non lo sa nessuno dei follower: quella frase e' diventata l'apertura della slide "cos'e'" e la prima riga della didascalia.

Nella stessa passata e' saltato fuori che gli autori sono gli **Acchittocca**, gruppo romano insieme dal 2001, e questo ha dato la CTA del post ("qual e' il tuo gioco italiano preferito?").

Dove si trovano: una ricerca mirata sull'ambientazione (non sul gioco), la voce Wikipedia italiana degli autori, le recensioni italiane che spesso aprono con il contesto storico. Vale la pena spenderci due minuti su ogni gioco. **Se la chicca non c'e', non la si inventa**: si passa oltre e il post vive lo stesso.

## Coerenza interna del carosello

Da controllare su ogni post, prima di mostrarlo a Paolo. Sono errori che chi legge non perdona perché sembrano sciatteria, non scelte.

- **I numeri detti a parole devono coincidere con quelli scritti nelle colonne dei dati.** Su Draftosaurus le colonne dicevano 15′ e il testo diceva "otto minuti": due numeri per la stessa cosa nello stesso carosello si leggono come uno sbaglio. Una discrepanza fra scatola e realtà o si spiega per bene, e allora merita la slide dell'istogramma, oppure sparisce dal testo. Mai la via di mezzo. E non si rivendica un dato che non possiamo dimostrare: le 102 partite di Draftosaurus contengono anche quelle doppie, quindi "otto minuti" non era sostenibile. Scritto **"un quarto d'ora scarso"**, che è come si parla.
- **Una sola persona grammaticale in tutto il post**, slide e didascalia. Vedi il tu più sotto.
- **Le menzioni agli editori vanno dentro una frase**, mai su una riga isolata prima degli hashtag. Un handle da solo è la forma tipica del tag messo lì per farsi notare, ed è l'impressione da evitare visto che a quegli editori Paolo scriverà una mail. Su Draftosaurus: "In italiano lo porta @ghenosgames."
- **La foto di copertina non si ripete nelle altre slide.** È quella che chi guarda si ricorda, e ritrovarla in chiusura fa sembrare che il carosello sia tornato all'inizio. Con tre foto su cinque slide un doppione è inevitabile, ma si sceglie fra le altre.
- **Prima di riusare una foto, controllare che non ce ne siano altre.** Su Draftosaurus avevo dato per scontato che le uniche buone fossero le tre della serie `00`, e mi ero messo a ritagliare la stessa foto in due modi: bastava guardare che c'era anche una `01`. Ritagliare è il ripiego, non la prima mossa.
- **Quando una foto va davvero riusata, cambia il ritaglio, non solo la posizione nel carosello.** La panoramica per la slide larga, un dettaglio stretto per la chiusura: sembrano due scatti diversi. In CSS bastano `object-position` per far scorrere la fascia e `transform: scale()` con `transform-origin` per lo zoom. Gli originali sono 4032×3024 e le slide arrivano a 1080, quindi si può zoomare fino a circa 3× restando sopra la risoluzione utile.
- **Lo zoom si punta su un soggetto, non su un punto a caso.** Il primo tentativo su Draftosaurus era centrato su una tessera del regolamento invece che sui dinosauri: il ritaglio va sempre guardato, perché il centro visibile non coincide con `transform-origin` (a scala *s* il centro finisce a `origine + (0,5 − origine) / s`).
- **Almeno tre foto su quattro dalla serie `00`.** Sono gli scatti ad altezza tavolo, ravvicinati, con lo sfondo sfuocato: e' la cifra del canale e la cosa che nessun altro fa. Su Lords of Xidit ne avevo messe tre panoramiche su quattro perche' **spiegano meglio il testo**, e il carosello era diventato uguale a quello di chiunque altro. Le panoramiche vanno solo dove il nero le copre, cioe' la chiusura. Spiegare un po' meno ed essere riconoscibili nella griglia vale di piu'.
- **In copertina ci vuole la foto piu' piena, non la piu' esplicativa.** Regola di Paolo,
  2026-09-08, su Viticulture: la panoramica che avevo messo in copertina era "un po' vuota,
  non ci sono meeple", e quella con i segnalini colorati fitti stava nella slide 2. Si sono
  scambiate. La foto vuota va benissimo **dietro un testo**, dove il nero ne copre meta', ma
  non in copertina e **non nella card del quiz**, che sono i due posti dove l'immagine lavora
  da sola.
- **La slide "Cos'e'" spiega come si gioca, e le sette righe si spendono tutte li'.** Detto
  due volte da Paolo l'8 settembre 2026, prima su Viticulture (*"due nozioni inutili nella
  panoramica generale del gioco"*, e non si capiva cosa si facesse oltre a piazzare
  lavoratori) e poi su The Red Cathedral: *"non spiega l'utilizzo dei dadi, dei potenziamenti,
  delle risorse. Ti vai sempre a impelagare in un cavillo e sprechi le 7 righe solo per cose
  futili."*

  **Il mio errore ricorrente:** scelgo il dettaglio curioso (la carta progetto pescata a caso,
  la carta visitatore che rompe la simmetria) invece del funzionamento. Sono cose che stanno
  bene in didascalia, dove lo spazio non manca, ma in slide 2 rubano il posto a quello che
  serve.

  **Come si scrive:** cosa sei e cosa costruisci, **cosa fai al tuo turno** con le opzioni
  vere, e **come si prendono le risorse**. Su Red Cathedral la versione buona e' diventata:
  prenoti una sezione con uno stendardo, ci porti le risorse, oppure vai al mercato, scegli un
  dado sulla rondella, lo fai avanzare di quanto mostra e prendi quanti sono i dadi dove
  arriva. Prima di generare, rileggo il testo e mi chiedo: **uno che non conosce il gioco,
  dopo queste sette righe, saprebbe dirmi cosa si fa a un turno?**
- **`01` e `02` sono foto generiche, e non si usano se c'e' una `00` che regge.** Regola di
  Paolo, 2026-09-08, guardando Tzolk'in: avevo montato copertina e "come gira" pescando dalla
  `01` e dalla `02` e lasciando fuori una delle tre `00`. La serie `00` e' quella preparata,
  ravvicinata, in prospettiva: e' la cifra del canale. Le generiche sono il ripiego, non
  un'alternativa alla pari, e vanno bene solo dove non c'e' una `00` adatta.
- **Se due `00` sono quasi identiche, il gioco ha meno scatti di quanti sembra.** Sempre
  Tzolk'in: in archivio c'erano cinque foto, ma delle tre `00` due erano praticamente lo
  stesso scatto, quindi le inquadrature vere erano quattro e una era di troppo. **Il conto
  si fa sulle inquadrature diverse, non sui file**, e si guarda il contatto affiancato prima
  di montare: due foto simili in un carosello da sei slide si notano.
- **Quello che manca sono i dettagli che raccontano il gioco.** Su Tzolk'in Paolo li ha detti
  per nome: *"una foto al tempio, e una alla ruota dove si ottiene il mais"*. Non servono
  altre panoramiche, servono i pezzi che le slide nominano. Quando si prepara una sessione di
  scatto si parte dai testi gia' scritti e si elenca **cosa nominano**, perche' e' quello che
  la foto deve mostrare.
- **Niente foto in cui si legge il titolo del gioco in copertina**: il titolo c'e' gia' in Bebas e due titoli nella stessa immagine sembrano sciatteria. Quelle foto restano buone per le altre slide, mai per le storie.
- **Il mobilio di casa non entra nell'inquadratura.** Regola di Paolo, 2026-09-07,
  guardando le slide di Blokus: *"solo 1 su 4 e' in prospettiva, le altre si vede
  il mio divano."* Tre foto su quattro erano scattate col gioco appoggiato sul
  divano, e il divano si vedeva tutto. La cifra del canale e' lo scatto ad altezza
  tavolo con il gioco che riempie l'inquadratura: se nella foto si riconosce il
  salotto, quella foto non si usa, e se restano meno di quattro scatti buoni il
  gioco si parcheggia e si rifotografa. **Il controllo si fa sul contatto in
  `out/prove/foto/` prima di montare**, non dopo aver generato le slide.
- **Guardare le foto anche per cosa c'e' sul tavolo oltre al gioco.** Su Cryptid avevo scelto lo scatto col foglio degli indizi in primo piano, perche' illustrava benissimo il testo: quel foglio se l'era fatto Paolo, non e' un componente ufficiale. Pubblicarlo avrebbe fatto sembrare parte della scatola una cosa che non c'e'. Vale per qualsiasi aggiunta artigianale, segnapunti, buste, organizer, sleeve vistose: se non e' della scatola, o si cambia foto o lo si dice.
- **La prima riga della didascalia sta sotto i 125 caratteri**, perché è l'unica che si legge senza aprire.

## Le tre fonti: si aprono TUTTE, prima di scrivere una riga

Non è un promemoria, è un cancello. **Nessun testo si scrive prima di aver aperto tutte e tre le fonti**, e nel messaggio a Paolo si dice cosa ognuna ha detto. Su Draftosaurus ho saltato DungeonDice e le trascrizioni, ho scritto il "come gira" a intuito, ed è uscito sbagliato: dicevo che il dado lo tira il vicino, mentre passa di mano a ogni turno e chi lo tira è l'unico esente dal vincolo. Paolo se n'è accorto lui. Al primo post.

1. **Scheda del portale**, `/api/gioco/{bggId}`: dati strutturati, editore italiano, meccaniche, categorie, elenco dei video.
2. **Scheda DungeonDice**, dal browser perché Cloudflare blocca gli script. Conferma editore, durata, giocatori, età, e dà **Dipendenza Lingua**, che il portale non ha (Draftosaurus: "Indipendente", quindi in slide "Testo nel gioco / Nessuno").
3. **Trascrizioni dei tutorial italiani** con `trascrizioni.py`. È l'unica fonte che spiega come gira davvero un turno, ed è quella che nessun altro account si va a guardare.

**Le trascrizioni battono i riassunti trovati in rete.** Una ricerca web sosteneva che in due giocatori l'esenzione di chi tira il dado decade; il video di una partita in due mostra il contrario. Quando le due fonti litigano vince chi il gioco lo sta giocando davanti alla telecamera.

Le automatiche storpiano i nomi propri ("dito enzo caledonia", "genos Games", "antoine bosa"): si usano per capire le regole, mai per copiare nomi.

## I cinque controlli prima di ogni post

1. Esiste l'edizione italiana e di che anno.
2. Come si chiama il gioco in italiano, se il titolo è tradotto (Clans of Caledonia in italiano è "Clan di Caledonia").
3. **Quale scatola possiede Paolo**, perché è quella che si fotografa. Non è in nessun database, va tenuta in un CSV compilato man mano.
4. L'editore trovato è davvero italiano o è quello originale che BGG registra.
5. La durata dichiarata, che fra portale e negozio a volte differisce.

## Edizione e lingua

La riga della copertina dice la verità sulla **scatola posseduta**, non "l'editore italiano" a tutti i costi.

- Edizione italiana posseduta: editore italiano, titolo eventualmente tradotto.
- Edizione internazionale (tipico dei Kickstarter, scatola uguale per tutti e solo il regolamento tradotto): editore originale e titolo originale. Clans of Caledonia edizione KS è **Karma Games**, non Red Glove, anche se un'edizione Red Glove del 2018 è esistita.
- Nella slide della scatola, quando l'edizione non è italiana, il blocco diventa a due colonne: "Edizione inglese / Karma Games" e "Testo nel gioco / Nessuno".

In didascalia però non si scrive "sui componenti non c'è testo": detta così è un dato che non serve a nessuno, e chi legge si chiede perché glielo stiamo dicendo. Si scrive **"indipendente dalla lingua"**, che è il modo in cui la cosa si chiama fra chi gioca, e che porta con sé da sola il motivo per cui conta: puoi comprarlo in qualsiasi edizione, e puoi giocarci con chiunque. Nella tabella della slide 4 resta "Testo nel gioco / Nessuno", che lì è una voce di scheda e va bene.

Stessa logica sui numeri buttati lì senza appiglio. "Tre quarti d'ora" da solo non si sa a cosa si riferisca: si scrive **"tre quarti d'ora a partita"**. Ogni dato in didascalia deve dire anche di cosa è la misura.

## Le CTA dell'ultima slide

**La domanda si sceglie dalla risposta, non dalla domanda.** Una CTA converte se la risposta è un'informazione che solo chi legge possiede, si scrive con un pollice, e può darla anche chi non ha mai visto il gioco. Le risposte migliori sono **nomi** (di un gioco, di una persona) e **numeri**: si digitano in due secondi, dicono qualcosa di chi le scrive, e danno a Paolo qualcosa di specifico a cui replicare. Il motore vero dei commenti resta rispondere a tutti nella prima ora.

**Le domande sì/no non convertono, per quanto bene siano scritte.** Chi legge la risposta ce l'ha già in testa e non ha nessun motivo per scriverla. Peggio ancora quelle sul possesso ("ce l'hai?"): dividono il pubblico fra chi è dentro e chi è fuori, e con 200 follower quasi tutti sono fuori. Un "no" è un vicolo cieco, non si può replicare a un no. E le ipotetiche ("lo vorresti?") producono cuori, non commenti, perché nessuno si sente in dovere di rispondere a un'ipotesi su di sé.

**Il ternario "ce l'hai / lo voglio / mai giocato" non è una CTA, è un sondaggio.** Va nelle Storie con lo sticker poll, dove costa un tap invece di una digitazione. Sotto il carosello ci va la domanda aperta. Ognuna delle due fa quello per cui è fatta.

**La domanda si sceglie dalla categoria del gioco, e usa la parola della categoria.** Chiedere "cosa tirate fuori aspettando i ritardatari" descrive una scena e non nomina niente; chiedere "qual è il vostro filler preferito" chiama in causa un ripiano intero della libreria di chi legge. Chi la parola la conosce si sente parlare la sua lingua, e chi non la conosce la impara dalla riga grigia sotto. Il gergo verificato che possiamo usare è **filler** (Tana dei Goblin ha una categoria dedicata: giochi entro la mezz'ora, che riempiono il buco prima di cena o l'ultimo pezzo di serata) e **cinghiale**, che già usiamo come etichetta del peso.

**Quando la CTA usa una parola di gergo, la riga grigia smette di essere l'invito a salvare e diventa la definizione.** Sulla chiusura di Draftosaurus: "Il gioco corto che riempie il buco: prima che arrivi la pizza, o l'ultimo prima di andare a dormire."

**Le CTA si rileggono come le legge un italiano, non come le ho pensate.** Su The Red
Cathedral avevo scritto *"qual è il gioco che ti è finito in mano mentre stavi ancora
costruendo?"*, intendendo la partita che si chiude quando hai ancora piani aperti. Paolo,
2026-09-08: **"finire in mano" in italiano vuol dire che il gioco ti è capitato fra le mani**,
regalato o preso per caso. La domanda chiedeva un'altra cosa. Riscritta: *"qual è il gioco che
finisce sempre mentre hai ancora da costruire?"*. Prima di chiudere una CTA, va riletta
cercando il **secondo significato** del modo di dire che ci ho messo dentro.

**"Preferito" si aggiunge sempre quando la risposta è un titolo.** Non è una parola di riempimento: autorizza una risposta soggettiva, e su una risposta soggettiva nessuno può essere corretto. Su un profilo di settore la paura di dire la cosa sbagliata è il primo motivo per cui uno legge e non scrive.

**La domanda da sola non basta, l'azione va nominata.** Sotto la domanda ci va una riga ambra con l'invito esplicito, e l'invito deve dare al commento una destinazione: non "scrivetelo nei commenti" ma **"Scrivetelo qui sotto, me li segno tutti."** Chi legge capisce che la sua risposta viene letta e usata, e quello è il motivo per cui la scrive. La stessa frase chiude la didascalia, subito prima degli hashtag, perché lì è dove sta materialmente il campo del commento.

**Salvataggio e commento non convivono, competono.** Il "salvalo" va solo sui post che servono davvero dopo (istogramma delle durate, liste, confronti). Sui post di opinione si chiede il commento e basta.

Ordine sulla chiusura: filetto ambra, domanda in Bebas, riga grigia con la definizione, riga ambra con l'invito.

**Si dà sempre del tu, su tutte le slide e in didascalia.** La domanda si rivolge al singolo che sta leggendo, non alla community: "Qual è il tuo filler preferito? Scrivilo qui sotto, me li segno tutti." Il voi diluisce la responsabilità, ognuno pensa che risponda qualcun altro, e nel momento in cui uno legge non è a un tavolo, è da solo col telefono. Il plurale resta solo dentro l'invito ("me li segno tutti"), dove fa da prova sociale perché lascia intendere che stiano rispondendo in tanti. Il resto del carosello era già tutto al tu ("peschi sei dinosauri", "non lo tiri tu"): il voi era un'incoerenza mia, non una scelta.

**Il voi avrebbe senso solo su un profilo che si rivolge a una community già affiatata**, o su un target che non regge l'informale. Nessuna delle due è la nostra situazione: qui parla una persona che gioca in casa sua, e le linee guida italiane sul tono di voce danno il tu quando a scrivere è un individuo e non un'azienda.

Il tu vale anche per l'invito: **scrivilo**, non scrivetelo.

Se la categoria ha una parola sua, va anche fra i cinque hashtag: su Draftosaurus **#filler** vale più di #boardgamephotography, che parla di noi e non del gioco.

Rotazione, mai la stessa nella stessa settimana:

1. **Qual è il vostro filler?** Sui giochi brevi. La risposta è un titolo, ce l'hanno tutti pronta.
2. **Chi porteresti a questo tavolo?** L'invito non e' "scrivi il nome" ma **"Taggalo qui sotto"**: un tag manda una notifica alla persona e se la porta sul post, un nome scritto resta li' e non lo legge nessuno. E' l'unica CTA che porta davvero pubblico nuovo, quindi si usa sui giochi che si giocano con chi non e' del giro.
3. **Qual è il vostro gioco da dieci minuti?** La stessa della 1 senza gergo, se un giorno il gergo dà fastidio.
4. **In due o in quattro?** Si aggancia alla slide della durata, risposta di una parola.
5. **Meglio questo o [gioco molto noto]?** Fa schierare, e il disaccordo è il motore più forte che esista.
6. **Quante partite prima di capirlo?** Solo sui cinghiali, la risposta è un numero.
7. **Qual è il gioco che da voi non torna mai sul tavolo?** Genera le risposte più lunghe.

Mai chiedere il follow, mai chiedere due cose insieme. Scartate: "Il pane a quanto lo vendi?" (richiedeva di conoscere il gioco), "Ce l'hai, lo vuoi, o mai sentito?" (sì/no travestito da ternario, e "lo vuoi" e "mai sentito" sono calchi dall'inglese: in italiano si dice "lo vorresti" e "non l'hai mai sentito nominare").

## I vocali di Paolo: dove stanno e come si trattano

`_instagram/schede/come_gira_paolo.md`, in due tornate: **dodici giochi il 2026-09-01** (Ora et Labora, Between Two Cities, Lords of Xidit, Pozioni Esplosive, Terramara, Azul Sintra, Brass, Century, Quadropolis, Noctiluca, Scythe, Happy Pigs) e **nove il 2026-09-02** (Esdra e Neemia, Wingspan, Sagrada, Grand Austria Hotel, Skara Brae, Kingdomino, Barrage, Isle of Skye, Revive). Harmonies, Terraforming Mars e Faraway sono arrivati in chat e stanno li' dentro anche loro.

**La slide "Come gira" esce solo da qui.** E' l'unica parte del carosello che non si puo' ricavare da un tutorial o da DungeonDice: e' il motivo per cui il canale non e' l'ennesimo account che riassume regolamenti. Senza il vocale, quella slide non si scrive.

**Il testo si salva verbatim, con gli errori di dettatura.** La trascrizione automatica storpia i titoli ("Esdra anemia", "Win Span", "Andarsi a tele" per Grand Austria Hotel, "Chi nominò" per Kingdomino, "L'isola di sky") e ogni tanto una parola ("durante l'epatite" per "durante l'epoca"). Gli errori si annotano fra parentesi accanto al titolo, **non si correggono dentro al testo**: se un domani il senso di una frase e' dubbio, si deve poter vedere cosa aveva detto davvero.

**Why:** vale la regola scritta in cima al file fin dalla prima tornata: quello che c'e' scritto si puo' usare, quello che non c'e' non si deduce. Un dettaglio di regolamento aggiunto da me e' un'invenzione, ed e' esattamente l'errore fatto su Ratti di Wistar.

**How to apply:** dal vocale si prende **il consiglio**, non il giudizio. Su Harmonies il "semplice ma non banale" e' un giudizio e non poteva stare nella slide 3: e' diventato la CTA. Su Terraforming Mars "non esiste la carta forte, esiste quella giusta adesso" e' un consiglio, ed e' finito dritto sulla slide.

## La CTA deve essere lo specchio della tesi del post, non il suo opposto

Grand Austria Hotel, 2026-09-02. Il carosello dimostrava che in quel gioco **sai
sempre cosa fare**, e io avevo chiuso con *"Qual è il gioco che al primo turno ti
ha bloccato?"*. Paolo: *"Chiediamo una cosa che è l'opposto del gioco attuale.
Se avessimo parlato di un gioco che non si sa da dove cominciare, allora avrebbe
senso."*

Letta di fila, quella domanda faceva sembrare che il gioco che blocca fosse
proprio quello del post. Sostituita con **"Qual è il gioco pesante che spieghi
più facilmente?"**, che chiede al lettore di portare un altro esempio della
stessa cosa.

Nota sull'avverbio, corretta da Paolo: **"facilmente" e non "volentieri"**.
Volentieri parla del gusto di chi spiega, facilmente parla del gioco. Con
"volentieri" uno nomina il gioco che ama, con "facilmente" nomina quello che si
insegna bene, che era il punto del post.

**Come si controlla**: leggere slide 3 e slide di chiusura di fila, come farebbe
chi scorre. Se la domanda contraddice quello che hai appena dimostrato, è
sbagliata anche se presa da sola funziona.

**E una preferenza sul tipo di risposta**: chiedere una **raccomandazione** rende
più che chiedere una confessione. "Quale spieghi più volentieri" mette chi legge
nella parte di chi consiglia, e consigliare piace.

## Gergo verificato: "solitario di gruppo"

Skara Brae, 2026-09-02. Paolo usa l'espressione nel vocale e chiede di
verificarla. **La Tana dei Goblin la usa**, insieme a "solitario multigiocatore",
e le ha dedicato un articolo della serie *I difetti dei giochi da tavolo*.
Definizione: si ha quando l'attività degli altri giocatori è percepita come
ininfluente sulla propria partita.

Si aggiunge quindi a **filler** e **cinghiale** fra le parole di gergo che
possiamo usare. Come per le altre, quando finisce in una CTA **la riga grigia
diventa la definizione**.

Particolarità utile: **l'espressione divide**. Per la Tana dei Goblin è un
difetto, ma nello stesso articolo si ammette che alcuni cercano proprio quei
giochi. La riga grigia dice tutte e due le cose, così risponde sia chi li ama sia
chi li sopporta.

## "Perdere un gioco" in italiano vuol dire smarrirlo

Barrage, 2026-09-02. Avevo scritto la CTA *"Qual è il gioco che hai comprato dopo
averlo perso?"*, intendendo "dopo averci perso una partita". Paolo: *"'Averlo
perso' cosa? Il gioco? L'ho perso perché non lo trovavo più, quindi l'ho dovuto
ricomprare?"*

In italiano si perde **una partita**, non un gioco. Un gioco lo si perde solo nel
senso di smarrirlo. La sua riscrittura: *"Quale gioco hai acquistato nonostante
tu non riesca mai a vincere?"*, accorciata per il Bebas in **"Quale gioco hai
comprato anche se non ne vinci una?"**.

**Il controllo generale**: prima di chiudere una CTA, rileggerla come se non si
sapesse di cosa parla il post. Se un verbo può reggere due complementi diversi,
la domanda è ambigua anche quando il contesto sembra chiarirla, perché la
chiusura si legge da sola, staccata dal resto.


## I due segnali nella didascalia, dal 2026-09-03

Idea di Paolo: dare alla didascalia due ancore fisse, così chi la apre trova
subito la parte che gli interessa e dopo qualche post ci va dritto.

- **🎲** apre il paragrafo che spiega di cosa parla il gioco;
- **🍬** apre la chicca. Caramella perché "chicca" è proprio quello.

Le regole che ci siamo dati:

- **due sole emoji per didascalia**, sempre queste, sempre a inizio paragrafo.
  Mai dentro al testo, mai nella CTA, mai negli hashtag;
- **mai nel primo paragrafo**, quello con il numero di partite: è l'unico pezzo
  che si vede nel feed senza aprire, e lì il testo nudo funziona meglio;
- **niente emoji su Threads**, dove il testo è corto e si legge tutto;
- il 🍬 si mette solo se la chicca c'è davvero. Su alcuni post vecchi non c'è, e
  va bene così: il segnale vale proprio perché non è decorazione.

Di solito l'ordine è 🎲 e poi 🍬, ma non è una regola: su Terramara la chicca
storica viene prima, perché il primo paragrafo la annuncia.

Applicate il 2026-09-03 a tutti e dieci i post Instagram in coda e alle nove
schede che avevano già la didascalia scritta.

## Taggare gli autori, dal 2026-09-04

Idea di Paolo, e ha già la prova sul campo: a Cannes ha fotografato Road Master
taggando l'autore, e quello ha ripostato la storia **in due minuti**. Un editore
italiano riceve decine di tag al giorno, un autore pochissimi e li guarda tutti.
E se il post è in un'altra lingua per lui è un vanto, perché dimostra che il suo
gioco gira all'estero.

Le regole:

- **l'autore si tagga sempre**. Se gli autori famosi sono due, si taggano
  entrambi e si lascia perdere l'illustratore;
- l'**illustratore** si nomina quando il disegno è il motivo per cui guardi il
  gioco, tipo Mihajlo Dimitrievski su Grand Austria Hotel;
- **sulla foto e nelle storie si taggano tutti**, senza tetto: editore italiano, editore
  originale, designer, e chiunque altro c'entri davvero. Regola di Paolo, 2026-09-09. I tag
  della foto non si vedono nel testo, non costano caratteri, mandano lo stesso la notifica e
  finiscono nella sezione "Foto di te" del profilo taggato, che e' quello che serve per farsi
  archiviare dagli editori. Gli stessi tag vanno nel `.txt` della storia, perche' Paolo li
  ricopia da li' due volte, vedi [[storia-indovina-il-gioco]];
- **in didascalia le menzioni si dosano, e vanno dentro il discorso.** Non c'e' un numero
  fisso: ci va chi ha un ruolo nella frase che stai scrivendo. *"Possiamo limitare i tag,
  inserendoli anche sempre nel testo del discorso, proprio per evitare che sembrino delle
  menzioni senza significato"* (Paolo, 2026-09-09). Il vincolo vero e' il tetto di **2.200
  caratteri** della didascalia, che su Rolling Ranch e Tang Garden ha impedito di aggiungerne
  altre;

  **Il "non piu' di tre menzioni" scritto qui fino al 2026-09-09 era una regola mia, non di
  Instagram.** Non aveva fonte, e nei [[vincoli-instagram-verificati-2026]] non compare: li'
  i limiti reali hanno data e annuncio, come il tetto di cinque hashtag del 19 dicembre 2025.
  L'avevo dedotta per analogia con gli hashtag, che sono un caso diverso e documentato.
  Instagram consente fino a venti account taggati per immagine e non penalizza le menzioni in
  didascalia;
- un handle si usa **solo se il profilo nomina il gioco o dichiara il mestiere**,
  e si segna la data del controllo. Un handle sbagliato tagga un estraneo.

Attenzione agli account fantasma: `@simoneluciani` non esiste, `@brunocathala`
esiste ma ha zero post e ventotto follower, `@elizabethhargrave` ne ha dodici e
trentaquattro follower. Nessuno dei tre si usa.

**Dove si annotano**: nel Google Sheet condiviso con Valentina, `🎲 Editori
BoardGame`, che ha già il foglio degli editori. Il foglio degli autori è stato
preparato come CSV (41 autori, tutti i giochi in scaletta) e caricato su Drive
come *Autori BoardGame (da importare come foglio)*: va importato a mano da
Google Sheets con File, Importa, Inserisci nuovo foglio. **Con gli strumenti
Drive non si può scrivere dentro un foglio esistente né aggiungere schede**, si
possono solo leggere e creare file nuovi: le celle le riempiono Paolo e
Valentina, io leggo e segnalo cosa manca.

Copia locale sempre allineata in `_instagram/dati/handle_autori.csv`.

Priorità, perché tornano su più post: **Shem Phillips** (Esdra e Neemia,
Noctiluca, Skara Brae), **Simone Luciani** (Barrage, Grand Austria Hotel, Ratti
di Wistar), **Corentin Lebrat** (Draftosaurus e Faraway).

### Applicati il 2026-09-08, e la lezione

**Una regola nuova non si applica da sola ai post gia' in coda.** Deciso il 4 settembre che
l'autore si tagga sempre, ma i dieci post erano stati montati fra l'1 e il 3 e nessuno ci e'
tornato sopra. Il 4 settembre il giro di `edit_post` e' servito solo a rimettere il tag
dell'editore. Risultato: **Ratti di Wistar e' uscito il 7 settembre senza autori**, con Simone
Luciani (`@mago.baol`) e Danilo Sabia (`@volodifarfalle`) gia' verificati e in tabella dal
giorno 4. Paolo li ha aggiunti a mano dopo la pubblicazione.

**How to apply:** quando si decide una regola nuova sui contenuti, si passa subito la coda
esistente, non solo le schede da montare. La coda e' gia' scritta e nessuno la rilegge.

Messi il 2026-09-08 su sei post Instagram, tag foto piu' menzione dentro una frase:

| data | gioco | autore |
|---|---|---|
| 9 set | Wingspan Pocket | `@elizharg` (accanto a `@ghenosgames` e `@jameystegmaier`, tre tag) |
| 16 set | Between Two Cities | `@blackoakgames` |
| 18 set | Lords of Xidit | `@regis_bonnessee` |
| 21 set | Pozioni Esplosive | `@lorenzo_silva_hg` |
| 28 set | Brass Birmingham | `@obsessionwoodworking`, scelto da Paolo |
| 30 set | Century | `@ngplusat50`, suo ma con 0 post: non riportera' |

Restano senza autore, e va bene cosi': **Cryptid, Ora et Labora, Terramara, Azul Sintra**.
Nessuno dei loro autori ha un account usabile, vedi `_instagram/dati/handle_autori.csv`.

**Con tre tag sulla stessa foto** le coordinate diventano x 0.25 / 0.75 sulla riga y 0.30 e il
terzo a x 0.5 y 0.45, se no si sovrappongono. Con due: x 0.35 e x 0.65 a y 0.30.

**Su Threads non si nomina nessuno**, ne' editori ne' autori: confermato da Paolo il
2026-09-08, il formato corto resta com'e'.

## Il controllo incrociato fra post che escono vicini

Trovato il 2026-09-07 su Oh My Goods. La didascalia diceva "sta tutto in un mazzo di carte, come
Wingspan Pocket", e la chicca scelta per il post di Wingspan Pocket e' Jamey Stegmaier che scrive
*"con piu' di 130 carte e 60 gettoni uovo sapevamo che in tasca non ci sarebbe stato"*. Due post
della stessa tornata che si contraddicevano.

**How to apply:** quando una didascalia nomina un altro gioco di cui abbiamo la scheda, si apre
quella scheda e si controlla che non stia dicendo il contrario. Vale soprattutto per i post
programmati a pochi giorni di distanza, che il lettore vede uno dopo l'altro.

**E il paragone dev'essere quello del vocale.** Su Oh My Goods Paolo appendeva il paragone con
Wingspan Pocket alle carte a doppia funzione, non alla portabilita': spostarlo era una lettura di
chi scriveva, non una cosa detta da lui.


## Un post non stronca mai un gioco

Regola ricavata da tre casi decisi da Paolo il 2026-09-07, e vale per i prossimi.

- **Boonlake**: il carosello si monta, la data non si fissa. L'amico che aveva la scatola
  si e' trasferito, quindi non c'e' modo di rigiocarlo a breve. Il motivo per cui non
  torna in tavola non e' il giudizio, e' la logistica, e la didascalia dice quello.
- **Takenoko**: **non si dice che e' stato rivenduto perche' troppo casuale.** La
  casualita' si gira dalla parte buona, cioe' il gioco che tiri fuori quando nessuno ha
  voglia di ragionare.
- **Reef**: **niente scambio con Harmonies e niente "invecchiato male".** Quello che si
  dice e' che **non e' piu' a catalogo** (verificato: Ghenos risponde 404 e Next Move non
  lo elenca piu'), e che a chi piace il genere si offrono alternative piu' recenti,
  Harmonies compresa. La forma e' "e' fuori produzione, ma c'e' di che consolarsi", mai
  "e' vecchio, compra altro".

**How to apply:** se la cosa vera e' spiacevole, si cerca il lato da cui e' utile a chi
legge, oppure non si nomina. Vale anche per la scelta delle date: [[magazzino-post-pronti]]
tiene Reef e Takenoko lontani fra loro.

## Il canale non da' la geografia di casa

Chiuso da Paolo il 2026-09-07 su Gizmos: **dove abita non si scrive**, ne' la citta' ne'
il paese vicino. L'osservazione personale si tiene, ma generalizzata, ed e' cosi' che e'
entrata in didascalia.

**How to apply:** quando un vocale contiene un dettaglio che localizza casa, la didascalia
dice la cosa senza il posto.

## Le risposte di Paolo del 2026-09-07, gia' applicate alle schede

- **5x5 City**: sulle carte punteggio il giapponese c'e', ma accanto ci sono tabelle e
  schemi di esempio, e il manuale tradotto le spiega. Tradotto quello una volta, dopo
  bastano le icone. **Non si scrive "indipendente dalla lingua"**, che sarebbe falso.
- **Keyflower**: la scatola di casa e' la **HUCH! con R&D Games**, non la trilingue del
  2018. Quindi niente tag a Red Glove.
- **Legacy of Yu**: **la scatola e' di Enrico.** Gliel'ha prestata, Paolo ha fatto la
  campagna e l'ha restituita, poi l'hanno fatta Enrico e Fabio. I trenta tavoli sono una
  scatola sola passata di mano tre volte, dieci partite a testa. E' diventata la prima riga.
- **Viticulture**: le partite in cinque erano in cinque (il gioco arriva a sei, la squadra
  non serve mai), e Valentina e Nico hanno anche loro **Tuscany**. Quindi tutte le nostre
  durate sono della stessa scatola, base piu' espansione.
- **Handle**: si' a **@mattel** su Blokus e a **@pegasusspiele** su Heaven & Ale. Su Honshu
  la scelta l'ha lasciata a me: profilo **@playagameedizioni** aperto dal browser, vivo,
  categoria Editore, 818 post e 2.439 follower, quindi si tagga. Aggiornata anche la
  tabella `editori` di `bgp.sqlite`.

## Il sottotitolo di un gioco non si insegue

Regola di Paolo, **2026-09-09**, su Caverna: *"lo chiamiamo Caverna, niente sottotitolo.
Quel sottotitolo cambia ad ogni ristampa, impossibile stargli dietro."*

Caverna in italiano ha avuto **il Popolo delle Montagne** (Uplay 2013), **I Contadini delle
Caverne** (Lookout 2018, ancora stampato sulla scatola che vende Asmodee oggi) e il nome
secco **Caverna** nel catalogo Asmodee.

**How to apply:** in copertina, in didascalia e negli hashtag va il nome corto, quello con
cui il gioco si cerca. Se sulla foto della scatola si legge un sottotitolo diverso non e'
una discordanza da sistemare, e' semplicemente cosa c'era stampato su quella tiratura. Il
nome dell'edizione che fotografiamo resta scritto nella scheda del gioco, non sulla slide.

## Il primo paragrafo non apre più col numero di partite, dal 2026-09-20

Regola di Paolo, **2026-09-20**, riportando un feedback di amici che seguono il canale:
*"non sta bene iniziare sempre con 'X partite al nostro tavolo', 'X partite a casa nostra'.
Occupa già tutta la prima riga della didascalia, e non interessa alle persone. Andrei dritto
al punto, dritto a quello che vogliamo dire."*

**Questo supera la riga scritta piu' sopra** ("mai nel primo paragrafo, quello con il numero
di partite"): quel numero non e' piu' un elemento fisso di apertura.

Le regole nuove:

- **Il primo paragrafo si apre sul contenuto**, non sul conteggio: la sensazione, l'aneddoto,
  il difetto ricorrente, la cosa che succede ogni volta al tavolo. Il numero di partite, se
  c'e', si tesse dentro il discorso invece di essere il soggetto della prima frase. Esempi
  applicati: *"Ogni volta sto lì a guardare la ruota sperando che nessuno prenda quello che mi
  serve, e sono già dieci le partite in cui è successo"* (Ora et Labora), *"Ogni tanto qualcuno
  legge male il proprio indizio e salta tutto, anche dopo trentaquattro partite"* (Cryptid).
- **Il numero si cita solo se ha senso citarlo.** Su giochi con poche partite (sotto la
  dozzina) il numero non prova niente e si può anche omettere: *"Mi piace più di quante volte
  l'ho giocato, e sono solo sei"* (Quadropolis, 6 partite) lo dice proprio per quello, mentre
  *"Ogni volta finisco a spiare i recinti degli altri invece dei miei, in appena quattro
  partite"* (Happy Pigs) lo usa come dato onesto, non come vanto.
- **Ogni apertura si diversifica**, niente template ripetuto ("X partite e ancora..."). Vedi
  gli esempi applicati sui 18 giochi in coda/pubblicati il 19-20 settembre, tutti diversi per
  struttura.
- **Vale per Instagram, Threads e Facebook**, e per tutti i post futuri, non solo per il
  lotto sistemato il 20 settembre.

**How to apply:** quando si scrive un'apertura, si parte da cosa il gioco fa a chi ci gioca
(la frustrazione, la sorpresa, l'abitudine), non da quante volte l'abbiamo giocato. Il numero
resta uno strumento per dare credibilità al discorso, mai il discorso stesso.

## I temi delicati si trattano come ambientazione, non come argomento

Chiesto da Paolo il **2026-09-10** su Ierusalem Anno Domini, gioco sull'ultima cena: *"sui
social sono tutti molto suscettibili, non vorrei entrare in tendenza con quel post per i
motivi religiosi"*. Deciso di farlo, con queste regole.

**Il tema non e' il problema, la difesa del tema lo e'.** Un post che descrive un gioco
ambientato sull'ultima cena non e' un post religioso. Quello che accende le discussioni e'
prendere posizione, oppure difendersi da un'accusa che nessuno ha fatto.

Dal vocale sono state tolte due frasi:

- **"l'ultima cena e' un fatto comunque storico"**. Sull'esistenza storica di Gesu' gli
  storici concordano, sulla storicita' del racconto dei vangeli il dibattito e' aperto.
  Scritto come dato di fatto e' la riga che invita alla correzione nei commenti.
- **"non e' un gioco per soli cattolici"**. Difendersi in anticipo segnala che c'e'
  qualcosa da difendere. La stessa mossa su **Flamme Rouge** ("non e' un gioco per
  ciclisti") funziona benissimo, perche' del ciclismo non si offende nessuno.

**How to apply:** si racconta cosa si fa al tavolo e si lascia che il tema faccia da
ambientazione, come gli sciti di Predoni di Scizia o gli inca di Cuzco. La chicca si
sceglie sul **design**, cioe' su come l'autore ha trasformato gli episodi in meccaniche, non
sul contenuto di fede. Nei commenti si risponde sul gioco, senza dare ragione o torto a
nessuno. Vale per qualsiasi tema che divida, non solo per la religione.

## Chi progetta un gioco non lo "scrive", dal 2026-09-21

Fatto notare da Paolo su Calimala: *"L'ha scritto @f_lopiano. Non è un libro, non è un
manuale. Il designer è chi lo progetta, chi lo crea."*

**Il verbo giusto è "progettare" o "realizzare", mai "scrivere"**, quando il soggetto è la
persona che ha ideato il gioco. È un calco dall'editoria libraria che si infila senza
accorgersene proprio perché in inglese "designed by" e "written by" finiscono spesso
tradotti nello stesso modo a orecchio. Si varia fra i due, come si varia il resto del testo:
non un template fisso ripetuto identico su ogni post.

- "L'ha progettato Fabio Lopiano." / "L'ha realizzato François Gandon."
- Quando la frase usa già "firma" o "costruito" per un riferimento vicino, si sceglie
  l'altro verbo per non ripetersi (es. Scythe: "Jamey Stegmaier ha costruito Scythe... L'ha
  **progettato** @jameystegmaier").

**"Ha scritto" resta corretto per tutto il resto**: un editore che scrive una risposta, un
giornale che scrive di un gioco, una citazione diretta ("la natura a volte è crudele", ha
scritto l'autore, riferito a una frase vera detta/scritta da lui), una recensione, una nota
di lavoro interna. Si corregge solo quando il soggetto sottinteso o esplicito è chi ha
progettato il gioco.

**Corretto il 21/9/2026 su tutto il progetto**: i post già pubblicati dove Buffer permette
la modifica, tutti i post in coda su Buffer (tre canali), e le schede in `_instagram/schede/`
non ancora pubblicate (Calimala, Caylus 1303, Faraway, Quadropolis, Terraforming Mars,
Valparaiso, Scythe, Ierusalem Anno Domini). Lasciati stare i casi dove "ha scritto" non
si riferiva al designer: Era.md (una recensione BGG), Heaven and Ale.md (una nota di
verifica interna), Ierusalem Anno Domini.md riga 19 (giornali che scrivono del gioco),
Keyflower.md (una fonte mancante), Paladini del Regno Occidentale.md (chi ha scritto la
scheda, non il gioco), SETI.md (Paolo che scrive in chat), Takenoko.md (una citazione
diretta dell'autore).

## Niente citazioni dell'autore nelle slide, e la riga sotto la CTA spiega la domanda (24/9)

Paolo, su Masterland: via "L'autore la mette così:" dal Come gira e "È la domanda con cui l'autore chiude il
suo tutorial" dalla chiusura. **La riga grigia sotto la domanda dice in due righe perché la si fa** ("Le unità
rubano cristalli, le costruzioni li difendono, e sulla land c'è posto solo per cinque."), non da chi viene.
Il consiglio dell'autore si riformula come cosa nostra ("Solo fortuna con le carte? Non proprio: nei tornei in
fondo arrivano sempre i più bravi"). E sul Cos'è non si scrive un dettaglio che confonde sul numero di
giocatori ("nato per due" su un gioco 2-4): va in didascalia, dove c'è spazio per spiegarlo, e la condizione
di vittoria si dice valida per tutti ("vince l'ultimo che ne ha"), non "ruba all'altro".

**Dal 1/10/2026 i vocali di Paolo arrivano anche come testo dettato in `BG-Perspective/giochi.rtf`** (radice del
progetto). Paolo lo **sovrascrive** a ogni gioco nuovo e il file non va archiviato: appena arriva, il testo si copia
in `schede/come_gira_paolo.md` sotto il nome del gioco, prima che venga sostituito. Si legge con
`textutil -convert txt -stdout giochi.rtf`.
