# Race for the Galaxy bgg 28143 · scheda aperta il 2026-10-01 · data del carosello da decidere (reel di unboxing proposto per il 4/10) · copia mandata da Rio Grande Games, arrivata il 29/9 nel pacco FedEx da Spelspul.nl con Moon Colony Bloodbath e Pacific · vocale di Paolo arrivato il 1/10 · **mancano le foto (quattro, serie 00)** ## Come è arrivato Stesso giro di Moon Colony Bloodbath: DM a @riograndegames del 23/9, rilancio sul catalogo, e la sera stessa Rio Grande scrive che manda **Pacific, Moon Colony Bloodbath e Race for the Galaxy** "per una recensione". Il pacco è arrivato il 29/9 e Race for the Galaxy è uscito dalla scatola la sera stessa (partita in quattro, vedi sotto). **Regola che vale qui più che altrove** ([[giochi-mandati-mai-gia-giocati]]): il gruppo ci aveva già giocato prima del pacco (Enrico da anni, anche online; Paolo il 5/1/2026; Valentina il 28/9). Nei testi pubblici **niente date, niente "lo conoscevamo", niente "è già passato dal nostro tavolo"**. Il numero di partite si potrebbe scrivere, ma qui non conviene (vedi Le nostre partite). ## Dati verificati (1/10) | | | |---|---| | Autore | **Thomas "Tom" Lehmann** (BGG 150). Instagram: **non esiste** (vedi Handle) | | Illustrazioni | **Martin Hoffmann** (BGG 11968) e **Claus Stephan** (BGG 11902): credits BGG e regolamento ufficiale 2ª edizione ("Illustrations: Martin Hoffmann and Claus Stephan"). Grafica: Mirko Suzuki | | Anno | 2007 (prima edizione Rio Grande). La seconda edizione inglese è del 2018 | | Editore | **Rio Grande Games** · @riograndegames (verificato, gestionale) | | La nostra scatola | Rio Grande **"Revised 2nd Edition"** (codice RIO301). È il nome commerciale della seconda edizione del 2018; BGG ne registra quattro tiratture inglesi (2018, 2020, 2021, e la **quarta del 2026**, versione 803655, con copyright 2007, 2018 e 2025 sul retro). Arrivando adesso è quasi certamente la quarta: **da guardare sul retro della scatola** | | Cosa cambia nella 2ª edizione | 6 pianeti iniziali in più (opzionali, per esperti), 5 carte riviste, simboli per daltonici (una piccola "luna" nei cerchi colorati), regole riscritte con turni d'esempio. Fonti: descrizione BGG ("2018 UPDATE"), regolamento 2ª ed. (componenti: "6 optional start worlds", nota sui daltonici a pag. 5), DungeonDice | | Edizione italiana | **Ghenos Games**, seconda edizione 2022 (BGG versione 612888; portale `editoreIt`: Ghenos Games 2022). Prima ancora una edizione italiana 2009 (Gamesinitaly, Ghenos, Giochix). **Oggi fuori catalogo**: DungeonDice la dà "Fuori Catalogo, nessun aggiornamento sulle date" (letto da Chrome il 1/10), e la pagina prodotto di Ghenos risponde 404 (curl, 1/10) | | Giocatori | 2-4 (portale, BGG, regolamento). Con le espansioni si arriva a 5 e 6 | | Durata di scatola | **30-60′** (portale, BGG, DungeonDice) | | Età | 12+ (BGG, DungeonDice) | | Peso | BGG 2,99 → **Medio** (per un soffio: da 3,0 sarebbe "Impegnativo") | | Meccaniche (portale) | Azioni simultanee, Bonus di fine partita, Carte multiuso, Gestione della mano, Mercato, Ordine delle fasi variabile, Rendita, Seguire, Tag | | Categorie (portale) | Carte, Civilizzazione, Economia, Esplorazione dello spazio, Sci-Fi | | Testo nel gioco | **Poco, sulle carte, in inglese.** I poteri comuni sono solo icone (spiegate sul foglio riassuntivo); i poteri speciali hanno un breve testo in fondo alla carta (regolamento: "Standard powers are depicted by icons with no text description"; diario dell'autore: circa metà delle carte del gioco base non ha testo oltre al titolo). DungeonDice, edizione italiana: **Dipendenza Lingua "Scarsa"**. Da confermare sulla scatola vera | | Premi | Golden Geek 2008 miglior gioco di carte; Fairplay À la carte 2008; Meeples' Choice 2007; **BoardGameGeek Hall of Fame 2025** (honors BGG, `api.geekdo.com/api/geekitems?objectid=28143`) | | Rank BGG | 94, media 7,74 su 59.459 voti (portale, 1/10) | | Espansioni | tre "archi": The Gathering Storm (2008), Rebel vs Imperium (2009), The Brink of War (2010); Alien Artifacts (2013); Xeno Invasion (2015) (Wikipedia, portale). Non ce le hanno mandate | | Partite | `partiteTavoli` **18** (21 righe), ma **13 sono online** (Board Game Arena, Enrico). Solo 4 con durata | ## Le nostre partite (portale senza cache e `/api/partite/` di tutti gli utenti, 1/10) | data | giocatori | durata | chi | note | |---|---|---|---|---| | 6/3-22/6/2024 | 2-3 | n.d. | Enrico | **12 partite su Board Game Arena**, online, senza durata | | 29/12/2025 | 2 | n.d. | Enrico, Erica | | | 5/1/2026 | 2 | 30′ | **Paolo** (vince 50-48), Enrico | prima partita di Paolo; registrata da tutti e due | | 9/1/2026 | 2 | n.d. | Enrico | online (BGA) | | 13/4/2026 | 2 | 64′ | Enrico, Erica | | | 28/9/2026 | 2 | 67′ | Nico, Valentina | prima volta per tutti e due | | **29/9/2026** | 4 | 47′ | Lorenzo L. 44, Giulione 43, **Paolo** 37, Giulio M. 24 | **la sera dell'arrivo del pacco**; prima volta per gli altri tre. Registrata da Paolo, Lorenzo e Giulio | `utente` paoloalby: `inCollezione: true`, **2 partite**, ultima il 29/9/2026. `madnessvale` 1, `henryboarder` 16, `dobleace11` e `starkalif96` 1 (la stessa del 29/9), gli altri nessuna. Il campo luogo nomina paesi: **non si scrive**. **Il numero di partite non va in didascalia.** I 18 tavoli sono quasi tutti di Enrico, e 13 online: scritto "diciotto partite da noi" sarebbe gonfiato, e comunque sotto la soglia del "degno di nota". Dopo l'arrivo del pacco c'è una partita sola. **Durata: niente slide.** Solo la configurazione in due arriva a tre partite (30, 64, 67: mediana 64 contro i 60 della scatola, quattro minuti, sotto la soglia di `merita_durata`), e serve almeno una seconda configurazione. In didascalia la forbice della scatola e basta ([[numeri-solo-se-degni-di-nota]]). ## Come funziona **Fonti, tutte aperte.** Il **regolamento ufficiale della 2ª edizione** (PDF di Rio Grande, `riograndegames.com/wp-content/uploads/2013/02/RFTG_2e_rules.pdf`, scaricato con curl: il sito risponde 403 alle pagine ma il PDF passa; testo letto per intero); la descrizione BGG; il **diario dell'autore** (Tom Lehmann, "Designer Diary: Race for the Galaxy", BGG blogpost 1931, letto per intero da `api.geekdo.com/api/blogposts/1931`); la scheda DungeonDice (da Chrome); quattro video italiani del portale: **tutorial di AleBoardGamer** (`M-IeJ3BxaYk`, trascrizione manuale, sull'edizione Ghenos), "Tocca a te" di alkyla (`gz8nqjeF4EE`, automatica), recensioni di Dentro la Scatola (`5zL9pGTFPsc`) e TeOoh (`IJJGfzj5ZBs`), automatiche. Le fonti non litigano. Termini dell'edizione italiana Ghenos (DungeonDice e tutorial): **Esplorazione, Progresso, Colonizzazione, Trasformazione** (il Consume inglese), **Produzione**, e **Commercio** (il bonus di vendita). Nella nostra scatola inglese: Explore, Develop, Settle, Consume, Produce, Trade. Nei testi si usano i verbi semplici (esplori, sviluppi, colonizzi, produci, consumi, vendi). - **Preparazione**: a ognuno un pianeta iniziale a caso e un set di sette carte azione uguali per tutti. Si pescano sei carte e se ne scartano due: si parte con **quattro in mano**. Al centro 12 punti vittoria per giocatore in gettoni. Alla prima partita ci sono pianeti e mani iniziali già preparati. - **Le carte servono a tre cose**: si giocano davanti a sé (pianeti o sviluppi), si scartano coperte come moneta per pagare (una carta vale uno), oppure stanno coperte sopra un pianeta come merce. Costi da 1 a 6. - **Il round**: tutti scelgono **in segreto e insieme** una carta azione e la girano. Si giocano **solo le fasi scelte da almeno un giocatore**, in ordine fisso (I Esplora, II Sviluppa, III Colonizza, IV Consuma, V Produci); **ogni fase la fanno tutti**, e chi l'ha scelta prende in più il bonus. Se due scelgono la stessa fase, si fa una volta sola. Fine round: limite di mano 10. - **I Esplora**: tutti pescano 2 e ne tengono 1. Bonus a scelta fra due carte: +5 (ne peschi 7, ne tieni 1) oppure +1,+1 (ne peschi 3, ne tieni 2). - **II Sviluppa**: tutti possono giocare uno sviluppo coperto, poi si gira e si paga scartando carte pari al costo. Bonus: costa una carta in meno. Gli **sviluppi da 6** danno punti variabili a fine partita in base a cosa hai. - **III Colonizza**: come sopra con un pianeta. Bonus: peschi una carta dopo. I **pianeti militari** (cerchio rosso) non si pagano: si conquistano se la tua forza militare arriva alla loro difesa. I pianeti "prosperi" (con l'alone) arrivano con una merce sopra; quelli **produttivi** (cerchio pieno) fanno una merce a ogni Produci. - **IV Consuma**: tutti devono usare i poteri che consumano merci per punti e/o carte. Due bonus: **Commercio** (vendi una merce per carte: aliena 5, geni 4, elementi rari 3, novità 2) oppure **punti doppi**. - **V Produci**: una merce su ogni pianeta produttivo vuoto. Bonus: una merce anche su un pianeta prospero vuoto. - **Poteri**: icone sul lato sinistro delle carte, in ordine di fase; si sommano; un potere agisce dalla fase dopo quella in cui hai giocato la carta. - **Fine**: alla fine del round in cui qualcuno ha **12 carte davanti a sé** o si dà via **l'ultimo gettone punti**. Si sommano punti delle carte, gettoni e sviluppi da 6: vince chi ne ha di più (spareggio: carte in mano più merci). - **In due, per esperti**: nove carte azione a testa e se ne scelgono **due per round**. - Il diario dell'autore spiega la logica della scelta simultanea: invece di negare l'azione agli altri (come in Puerto Rico e San Juan) devi capire **quale fase chiamerà un avversario e "salirci sopra"**, scegliendo un'altra cosa che serve a te; se sbagli il calcolo, la fase che ti serviva non si fa. Una partita dura di solito 7-11 round (regolamento). - Le recensioni italiane dicono tutte la stessa cosa sulle icone: all'inizio si gioca col foglio riassuntivo in mano, dopo due o tre partite si leggono a colpo d'occhio (Dentro la Scatola, AleBoardGamer). Paolo nel vocale del 1/10 dice la stessa cosa ("unica pecca... i simboli"), quindi entra nei testi come parola sua. ## Handle (1/10) - **@riograndegames**: editore, verificato. Tag sulla foto e collaboratore. - **Tom Lehmann: non è su Instagram.** Pagina designer BGG 150: sito `sites.google.com/site/ptlehmann/gaming`, nessun link social (curl, 1/10); il suo social è **Bluesky** (`tomlehmann.bsky.social`, bio "Freelance board, dice, and card game designer"). Già in `dati/handle_autori.csv` dal 29/9 come "non trovato" (ricerca IG "tom lehmann": cinque omonimi senza legami con i giochi). Si nomina per esteso, senza tag. - **Martin Hoffmann: trovato ma non confermato.** BGG 11968 dice solo "artist from Cologne", nessun sito. Il suo sito `keinebilder.de` ("freelance 2D/3D artist [...] Race for the Galaxy, Dominion and Keltis", clienti alea, Rio Grande, Pegasus...) **non linka nessun social**. Una ricerca web porta a **`@martinhoffmann`** (circa 810 follower), ma il collegamento persona-account non c'è ancora: **da verificare guardando la griglia da Chrome** (giochi suoi? Dominion, Keltis, Race?) prima di taggarlo o invitarlo come collaboratore. Non l'ho aperto: la sessione era solo di lettura e il compito escludeva Instagram. Non ancora nel CSV degli illustratori. - **Claus Stephan: non trovato** (già cercato il 21/9 per I Castelli della Borgogna: BGG 11902 senza pagina né sito, ricerca IG solo omonimi; in `handle_artisti.csv` insieme ad Antje Stephan). - Mirko Suzuki (grafica): non cercato, non serve per i tag. - **Tag sulla foto: @riograndegames** (più @martinhoffmann solo se la griglia lo conferma). ## Chicca **Proposta 1 (scelta in bozza): le icone le ha volute Rio Grande, e per poco non hanno ucciso il gioco.** Quando Rio Grande si è interessata al gioco (dopo che alea aveva rinunciato), Jay Tummelson ha chiesto una versione **solo a icone**, per tradurla più facilmente. Lehmann e Wei-Hwa Huang l'hanno fatta, e i playtester, molti dei quali ci giocavano **dieci volte a settimana da più di un anno**, non volevano più giocarci; i nuovi lo trovavano troppo difficile. Il compromesso: poteri comuni a icone (spiegati sul foglio), poteri speciali con un breve testo, così da lasciare spazio alle illustrazioni che Tummelson voleva grandi. Risultato: **circa metà delle carte del gioco base non ha testo oltre al titolo**. Fonte primaria: [Tom Lehmann, "Designer Diary: Race for the Galaxy", BGG, terza parte (uscita su Boardgame News l'8/10/2007)](https://boardgamegeek.com/blogpost/1931/designer-diary-race-galaxy): "He challenged us to develop an icon only version, for ease of translation." Perché questa e non la 2: si aggancia alla cosa di cui parlano tutte le recensioni (le icone) e la spiega, e la chicca di Moon Colony, che esce vicino ed è dello stesso editore, è già "è nato da un altro gioco". **Proposta 2: è nato da un Puerto Rico di carte, ed è diventato San Juan senza di lui.** A una colazione a Essen Lehmann e **Richard Borg** (l'autore di Memoir '44) pensano a un Puerto Rico di carte in cui una carta è tutto: quello che costruisci, i soldi con cui paghi, le merci. alea li fa lavorare in parallelo ad Andreas Seyfarth, poi Seyfarth fonde la loro idea con la sua: esce **San Juan** (2004), e Lehmann e Borg ricevono ancora una piccola percentuale. Nove mesi dopo Lehmann riprende i suoi meccanismi, li unisce a un suo gioco di carte collezionabili mai pubblicato degli anni '90, *Duel for the Stars*, e nasce Race for the Galaxy. Fonte: stesso diario (prime due parti, maggio e giugno 2007), e i ringraziamenti nel regolamento 2ª ed. ("Richard Borg, for a key idea"). Attenzione: Memoir '44 non è nel diario, è un'aggiunta mia da verificare prima di scriverla. ## Scatola Copertina della 2ª edizione Rio Grande da BGG (immagine principale del gioco, `pic5261714`), **non ancora scaricata** in `scatole/grezze/`. Da confrontare con la scatola arrivata (deve dire "Revised 2nd Edition"). Slide 4: "Edizione inglese / Rio Grande Games", "Testo nel gioco / Poco, sulle carte" (da confermare guardando le carte). ## Cos'è (slide 2, `foto_sopra`, 281 caratteri, misurato con `slide.righe()` a font caricati: 7 righe) > Costruisci un impero galattico a colpi di carte. A ogni round tutti scelgono in segreto un’azione: esplori, sviluppi, > colonizzi pianeti, produci merci o le consumi per i punti. Si fanno solo le azioni scelte, e le fanno tutti. Le carte > in mano sono anche i soldi per pagarne altre. La prima stesura con "sviluppi tecnologie" (292 caratteri) misurata va a **otto righe**: tolta la parola. Con cinque caratteri in più resta a sette, quindi l'ultima riga è quasi piena. In `slide.py` apostrofi tipografici ’. ## Come gira, secondo Paolo Vocale (testo dettato) arrivato il 1/10, verbatim in `come_gira_paolo.md`, sezione "Race for the Galaxy". Il succo: per essere un gioco di vent'anni fa non li sente, resta attuale; potendo giocare solo dodici carte bisogna bilanciare le carte che migliorano le azioni e quelle che fanno punti, inutile riempirsi di potenziamenti se poi non si arriva a fare punti; ottima la sinergia, molte carte vanno in combo; tutto sta in un mazzo di carte; unica pecca i simboli nelle prime partite, di cui si lamentano tutti da vent'anni, ma dopo un po' di partite si supera. ### Verifiche sul vocale - **"Un gioco di 20 anni fa (più o meno, è giusto?)"**: sì. Prima edizione Rio Grande **2007**, uscita a Spiel 2007 (il diario dell'autore la dà "expected release at Spiel 2007"; portale e BGG: 2007). A ottobre 2026 sono diciannove anni: **"quasi vent'anni"** è esatto. - **"Potendo giocare solo 12 carte"**: il senso è giusto, la lettera no. Non c'è un tetto di dodici carte: la partita **finisce alla fine del round in cui qualcuno ha 12 o più carte davanti a sé** (il pianeta iniziale conta), oppure quando si dà via l'ultimo gettone punti (regolamento 2ª ed., pag. 7, "Game End"). Nell'ultimo round si può anche andare oltre le dodici, e gli altri possono finire con meno. Quindi nei testi: "la partita finisce nel round in cui qualcuno arriva a dodici carte", da cui "lo spazio è poco". Il consiglio di Paolo (bilanciare motore e punti) regge così com'è: è proprio il "variable tempo" di cui parla l'autore nel diario. - **"Di cui si lamentano tutti quanti in questi 20 anni"**: riferito alla comunità, non a noi ([[giochi-mandati-mai-gia-giocati]]). In didascalia: "di cui i giocatori si lamentano da quando è uscito". Il "dopo un po' di partite si diventa esperti" diventa "dopo qualche partita la cosa si supera", generico, senza dire quante ne abbiamo fatte noi. - "Il tutto sta in un mazzo di carte": vero (109 carte da gioco, 5 pianeti iniziali, carte azione, gettoni punti e fogli riassuntivi: regolamento, Contents). "Un mazzo, nulla più" è il modo di dire di Paolo e resta. ### Slide 3 (`testo_sopra`, 293 caratteri, misurato con `slide.righe()` a font caricati: 7 righe) > Si chiude nel round in cui qualcuno arriva a dodici carte, quindi lo spazio è poco: bilancia le carte che migliorano > le tue azioni con quelle che fanno punti. Inutile riempirsi di potenziamenti se poi, quando serve, i punti non > arrivano. I simboli all’inizio sono tanti, poi la cosa si supera. Dal vocale si è preso il consiglio (bilanciare), che è la merce rara; il giudizio ("non sente gli anni") sta in didascalia e nella domanda finale. Variante più corta, sempre 7 righe (280): "...arriva a dodici carte, e lo spazio è poco: ... I simboli all’inizio sono tanti, poi si supera." Versioni sopra i 300 caratteri vanno a otto. ## Da pubblicare (bozza completa, da far vedere a Paolo) Regole applicate: apertura su un fatto secco (né scena né numero, diversa da Moon Colony "Qui il mazzo lo costruiamo", Masterland "Il pacco l'ha spedito", Glen More "Ce l'ha fatto conoscere", Century "Curcuma, zafferano"); il 🎲 non attacca con "Guidi/Sei"; niente "non è X, è Y"; 🎲 e 🍬 una volta; **numero di partite omesso** e nessuna data; il "vent'anni" dei simboli riferito ai giocatori, non a noi; grazie a Rio Grande in testa alla riga dei dati, con parole diverse da Moon Colony; la regola delle dodici carte detta una volta sola (nel paragrafo del vocale, tolta dalle regole); CTA specchio della tesi del vocale ("non sente gli anni"), con struttura diversa da Moon Colony ("Qual è il gioco dove... Dimmelo qui sotto") e da Century ("Il deck building che non ti stanca mai: qual è?"). La chicca (le icone volute da Rio Grande) e il vocale (i simboli unica pecca, poi si supera) si parlano: il vocale dice che i simboli pesano all'inizio, la chicca spiega perché ci sono. **Instagram** (2.102 caratteri, tetto 2.196; prima riga 115) > In Race for the Galaxy una carta può essere un pianeta, la moneta con cui ne paghi un altro o la merce che produci. > > 🎲 Si parte da un pianeta e quattro carte in mano, e si costruisce l'impero spaziale più ricco del tavolo. A ogni round tutti scelgono in segreto una carta azione e le girano insieme. Si giocano solo le fasi che qualcuno ha chiamato, ma le gioca ognuno: chi ha chiamato una fase prende anche un bonus. > > Esplori per pescare carte, sviluppi tecnologie, colonizzi pianeti, produci merci e le consumi per fare punti, oppure le vendi per avere altre carte. Per pagare scarti carte dalla mano; i pianeti militari invece si conquistano con la forza. > > Ha quasi vent'anni e non li sente per niente. La partita finisce nel round in cui qualcuno arriva a dodici carte davanti a sé, quindi va trovato l'equilibrio fra le carte che migliorano le tue azioni e quelle che fanno punti: inutile riempirsi di potenziamenti se poi, quando serve, i punti non arrivano. Molte carte vanno in combo fra loro, e il tutto sta in un mazzo, nulla più. L'unica pecca sono i simboli, di cui i giocatori si lamentano da quando è uscito: dopo qualche partita la cosa si supera. > > 🍬 All'inizio Rio Grande voleva una versione fatta solo di icone, più facile da tradurre. Tom Lehmann l'ha preparata, e anche i playtester che ci giocavano dieci volte a settimana hanno smesso di volerci giocare. Ne è uscito un compromesso: i poteri comuni sono simboli, quelli speciali hanno qualche riga di testo. > > Grazie a @riograndegames, che ce l'ha spedito. L'ha progettato Tom Lehmann nel 2007, e nel 2025 è entrato nella Hall of Fame di BoardGameGeek. Da due a quattro giocatori, fra la mezz'ora e l'ora. La nostra è la seconda edizione inglese, ristampata nel 2025, e sulle carte quasi solo simboli: quella italiana di Ghenos Games al momento è fuori catalogo. Le carte le hanno illustrate Martin Hoffmann e Claus Stephan. > > Qual è il gioco più vecchio che tiri ancora fuori volentieri? Scrivilo qui sotto. > > #raceforthegalaxy #riograndegames #giochidicarte #giochidatavolo #boardgames **Threads** (475 caratteri; niente emoji, niente nomi, niente hashtag; la riga sulle icone è uscita per stare sotto i 500) > In Race for the Galaxy ogni carta fa tre mestieri: pianeta, moneta per pagare le altre, merce da vendere. > > A ogni round si sceglie in segreto un'azione: si fanno solo quelle chiamate, le fanno tutti, e chi ne ha chiamata una prende un bonus. > > Ha quasi vent'anni e non li sente. La partita si chiude a dodici carte, quindi è inutile riempirsi di potenziamenti se poi i punti non arrivano. E sta tutto in un mazzo. > > Qual è il gioco più vecchio che tiri ancora fuori volentieri? **Facebook** (2.025 caratteri): il testo di Instagram senza hashtag, "Rio Grande Games" al posto di @riograndegames. > In Race for the Galaxy una carta può essere un pianeta, la moneta con cui ne paghi un altro o la merce che produci. > > 🎲 Si parte da un pianeta e quattro carte in mano, e si costruisce l'impero spaziale più ricco del tavolo. A ogni round tutti scelgono in segreto una carta azione e le girano insieme. Si giocano solo le fasi che qualcuno ha chiamato, ma le gioca ognuno: chi ha chiamato una fase prende anche un bonus. > > Esplori per pescare carte, sviluppi tecnologie, colonizzi pianeti, produci merci e le consumi per fare punti, oppure le vendi per avere altre carte. Per pagare scarti carte dalla mano; i pianeti militari invece si conquistano con la forza. > > Ha quasi vent'anni e non li sente per niente. La partita finisce nel round in cui qualcuno arriva a dodici carte davanti a sé, quindi va trovato l'equilibrio fra le carte che migliorano le tue azioni e quelle che fanno punti: inutile riempirsi di potenziamenti se poi, quando serve, i punti non arrivano. Molte carte vanno in combo fra loro, e il tutto sta in un mazzo, nulla più. L'unica pecca sono i simboli, di cui i giocatori si lamentano da quando è uscito: dopo qualche partita la cosa si supera. > > 🍬 All'inizio Rio Grande voleva una versione fatta solo di icone, più facile da tradurre. Tom Lehmann l'ha preparata, e anche i playtester che ci giocavano dieci volte a settimana hanno smesso di volerci giocare. Ne è uscito un compromesso: i poteri comuni sono simboli, quelli speciali hanno qualche riga di testo. > > Grazie a Rio Grande Games, che ce l'ha spedito. L'ha progettato Tom Lehmann nel 2007, e nel 2025 è entrato nella Hall of Fame di BoardGameGeek. Da due a quattro giocatori, fra la mezz'ora e l'ora. La nostra è la seconda edizione inglese, ristampata nel 2025, e sulle carte quasi solo simboli: quella italiana di Ghenos Games al momento è fuori catalogo. Le carte le hanno illustrate Martin Hoffmann e Claus Stephan. > > Qual è il gioco più vecchio che tiri ancora fuori volentieri? Scrivilo qui sotto. **Tag sulla copertina**: @riograndegames (x 0.5, y 0.3); con @martinhoffmann confermato, x 0.35 e x 0.65 a y 0.30. **CTA (chiusura)**: "Qual è il gioco più vecchio che tiri ancora fuori volentieri?". Riga grigia (aggancio al vocale): "Questo è del 2007, e non sente per niente gli anni." Invito: "Scrivilo qui sotto." La risposta è un titolo e può darla anche chi Race non l'ha mai visto; la domanda chiede un altro esempio della stessa cosa che il post dimostra. Alternativa dalla rotazione: "Scegli l'azione che ti serve, o aspetti che la chiami qualcun altro?" (aggancio al 🎲). ## Storia "Indovina il gioco" (decisa con Paolo il 2/10) - **Foto: 00c**, i quattro cubetti giallo, verde, arancione e blu sulle carte (scelta da Paolo). - **Opzioni: It's a Wonderful World · Roll for the Galaxy · Race for the Galaxy**, giusta in terza posizione (Moon Colony 1, Monster Freeze 2, Doomlings 1, Pacific 1). Moon Colony aveva Terraforming Mars e Space Base. - Card `10-15 Race for the Galaxy` su Drive con il `.txt` (tag @riograndegames). ## Da sapere - **Manca**: le quattro foto (serie 00), la conferma della tiratura e della quantità di testo sulle carte guardando la scatola, la verifica della griglia di `@martinhoffmann`, la copertina in `scatole/grezze/`. - **Ghenos fuori catalogo**: in didascalia è scritto perché dice a chi legge che in italiano oggi non lo trova; se a Paolo non va di nominare un altro editore in un post di Rio Grande, la frase si accorcia in "con poco testo sulle carte". - **Martin Hoffmann** va aggiunto a `dati/handle_artisti.csv` e al gestionale con l'esito della verifica; Tom Lehmann è già nel CSV degli autori, da aggiornare con il Bluesky trovato. - **Coerenza con Moon Colony** (esce prima, stesso editore): Moon Colony dice "Ce l'ha mandato @riograndegames, insieme ad altri due giochi: grazie!"; qui "Grazie a @riograndegames, che ce l'ha spedito." Nessuno dei due post contraddice l'altro. Se si vuole il rimando, Race può dire "nello stesso pacco di Moon Colony Bloodbath". - **Domande rimaste per Paolo**: due cose sulla scatola, cosa c'è scritto sul retro (copyright 2025 vuol dire quarta tiratura) e quanto testo c'è davvero sulle carte (per la slide 4 e per "con poco testo sulle carte"). - **Dati da rileggere il giorno dell'uscita** ([[dati-sempre-freschi]]): il numero di partite non è in didascalia, ma se arrivano partite nuove con durata la slide della durata va ricontrollata. - Per il sito, glossario: controllare "Bonus di fine partita", "Carte multiuso", "Mercato", "Rendita", "Seguire", "Tag", "Civilizzazione", "Esplorazione dello spazio" in `dati/glossario_lingue.json` prima di `sito.py traduci`. - La chicca dice "Rio Grande voleva" e non "Jay Tummelson": nome in più, spazio in meno, e il nome in didascalia non aggiunge niente a chi legge. Nel diario la richiesta è di Tummelson, che allora guidava Rio Grande.