Il problema non è il gusto, è la gerarchia. Una schermata dice cosa conta facendo alcune cose grandi e altre piccole. Qui è quasi tutto uguale, quindi non conta niente, e un'interfaccia dove non conta niente sembra un esercizio.
Sotto, la misura del problema presa dal codice, e quattro direzioni per uscirne. Non sono quattro tavolozze: sono quattro idee diverse su cosa debba essere il soggetto della schermata.
La stessa ricetta, la besciamella riscalata. Righe uguali, un separatore sotto ognuna, la quantità a destra in colore. Si legge, funziona, e potrebbe essere qualunque app.
oggi · dosatore
Guarda dove cade l'occhio: da nessuna parte. «Latte» e «1,35 l» pesano uguale, e i separatori spingono a leggere riga per riga invece che a colpo d'occhio.
Il gesto vero è un altro: hai le mani occupate, guardi lo schermo mezzo secondo da mezzo metro e devi prendere un numero. Il nome dell'ingrediente lo sai già, sei tu che stai versando.
Il numero è il soggetto, il nome diventa etichetta. Niente separatori: la struttura la fanno l'allineamento e lo spazio. La cifra è in tabellare, così le unità restano incolonnate e l'occhio scende dritto. Le porzioni in cima sono il numero più grande della schermata, perché sono la domanda a cui l'app risponde.
strumento · dosatore
strumento · principale
È la direzione più coerente con quello che l'app fa: non è un libro di ricette, è uno strumento di misura. Le ricette le hai già, quello che ti serve è quanto ne metti.
I separatori spariscono e non mancano: le cifre incolonnate fanno da griglia da sole. Funziona anche con le mani sporche, che è il collaudo vero.
Il rischio è la freddezza. Si scalda tenendo Caveat sul marchio e l'accento sulle cose che si toccano, non ovunque.
un giorno di lavoro · tocca tutte e cinque le schermateLa foto diventa il soggetto, e la ricetta un oggetto che si riconosce a colpo d'occhio. La schermata principale passa da elenco a griglia, con le immagini a fare da indice visivo. È la direzione che dà più personalità e quella che chiede di più a te: senza foto, resta un elenco di rettangoli colorati.
scheda · dosatore
Ciambella Bertolini30 porzioni
Ragù alla bolognese6 porzioni
Purè di patate4 porzioni
Besciamellasenza porzioni
scheda · principale
Bella da guardare, e onesta solo se le foto ci sono. Delle tue dodici ricette vere, zero hanno una foto: finché non le scatti, questa direzione mostra dei riquadri vuoti.
C'è anche un costo pratico: la griglia mostra sei ricette per schermata dove l'elenco ne mostra dodici, e su un ricettario da duecento la ricerca diventa l'unico modo per trovare qualcosa.
due giorni · e va scattata una foto per ricettaDensità alta e allineamenti perfetti, come una tabella fatta bene. Le quantità sono a sinistra e incolonnate, non a destra: si leggono come una lista della spesa, dove il numero viene prima della cosa. Più righe per schermata, meno scorrimento, tipografia piccola ma impeccabile.
registro · dosatore
registro · principale
La più sobria e la più veloce da leggere quando il ricettario è grosso. Le sezioni degli ingredienti, che oggi esistono nei dati ma quasi non si vedono, qui diventano un elemento di struttura.
Il rischio opposto a quello della scheda: da lontano è ancora un elenco, e per una ricetta corta la densità non serve a nessuno.
mezza giornata · è la più vicina a quello che c'è giàTutto sobrio, tranne una cosa: quando la ricetta è riscalata, la schermata cambia stato. Fondo scuro, numeri luminosi, una fascia piena in colore che dice su cosa stai calcolando. Le dosi originali restano chiare e quiete; quelle riscalate sono un'altra cosa, e si vede.
momento · riscalata
momento · dosi originali
È l'unica direzione che usa il colore per dire qualcosa invece che per decorare: il cambio di stato è l'informazione più importante della schermata, e oggi è affidato a una scritta piccola.
Ha un vantaggio pratico che non c'entra con l'estetica: guardando il telefono da lontano capisci in mezzo secondo se stai leggendo le dosi vere o quelle ricalcolate. È l'errore più facile da fare in cucina.
Il rischio è la teatralità. Se il cambio è brusco stanca, e va misurato in un colore solo e in due decimi di secondo.
un giorno · si può fare sopra una qualunque delle altre treLa prima e la quarta non sono in concorrenza: «lo strumento» decide come si legge una riga, «il momento» decide come si vede uno stato. Insieme sono la direzione più solida, e sono anche le due che si reggono sui dati che hai già, senza chiederti di fotografare duecento ricette.
La seconda la terrei per dopo: quando avrai qualche foto vera, la griglia diventa bella per davvero, e intanto le miniature nell'elenco già ci sono.
La terza è la più prudente e la più economica, ma è anche quella che risponde meno alla tua obiezione: sistemata bene, resta comunque un elenco.
Dimmi quale e la costruisco sul serio, non in finta: queste sono immagini, l'app vera ha due lingue, il tema scuro, i caratteri di sistema che cambiano misura se uno li ingrandisce, e le stesse regole di contrasto che abbiamo già verificato col calcolo.