QuantoBasta · idee · 28 settembre 2026

Ricette nel ricettario, senza scriverle a mano

Ah, ma devo inserirle io a mano le ricette?Un beta tester, oggi

L'app è nata per il quaderno di tua moglie: le ricette ce le ha già, e scriverle una volta per poi riscalarle sempre è un prezzo che si paga volentieri. Il tester però non ha un quaderno. Ha una ricetta vista su un sito, o non ce l'ha proprio. Sono tre persone diverse, e ognuna ha bisogno di una strada diversa. Qui sotto ci sono le strade possibili, provate dove si poteva provare, con cosa costano e cosa rischiano.

Prima di tutto

Cosa ha in mano chi apre l'app

Ogni idea che ti hanno proposto risponde a una di queste tre situazioni. Conviene partire da qui, perché una strada che va benissimo per una persona non serve a niente per un'altra.

Ha un quaderno

Le ricette di famiglia, scritte a mano o stampate

Il caso di tua moglie. Scrivere a mano funziona già, ma è lento. Una foto della pagina farebbe il grosso del lavoro.

Ha un sito aperto

Ha trovato la ricetta su GialloZafferano o su Instagram

Oggi deve selezionare gli ingredienti e incollarli. Con un tocco su «Condividi» potrebbe mandare la pagina direttamente all'app.

Non ha niente

Vuole fare la pizza, e la ricetta non ce l'ha

Il tester di oggi, probabilmente. Si aspetta di trovare qualcosa di già pronto da cui partire.

Le strade

Cinque modi di riempire il ricettario

Il link di un sito, o «Condividi» dal browser

Consiglio: per prima, gratis

Chi è su una pagina di ricetta tocca Condividi → Quanto Basta, oppure incolla il link nell'app. L'app legge la pagina e compila la ricetta: titolo, porzioni, ingredienti con le dosi. Niente IA: quasi tutti i siti di ricette scrivono gli ingredienti anche in un formato nascosto, pensato per Google (si chiama schema.org Recipe), ed è quello che si legge.

Provato oggi · GialloZafferano, Pizza Margherita

La pagina dà 14 ingredienti per 6 pizze. Il nostro lettore, quello dell'incolla, li capisce tutti e 14, compreso «q.b.».

Come lo scrive il sitoQuantitàIngrediente
Farina 0 (media forza) 500 g500 gFarina 0 (media forza)capito
Acqua a temperatura ambiente 250 g250 gAcqua a temperatura ambientecapito
Lievito di birra secco 2 g2 gLievito di birra seccocapito
Farina 0 (media forza) 500 g500 gFarina 0 (media forza)capito
Pomodori pelati 1 kg1 kgPomodori pelaticapito
Basilico q.b.q.b.Basilicocapito

Il limite si vede nelle righe evidenziate: la farina compare due volte. Sul sito le sezioni ci sono («Per il prefermento», «Per l'impasto», «Per il condimento»), ma nel formato per Google no. Si possono prendere dalla pagina vera, sito per sito: per GialloZafferano l'ho verificato, per gli altri va fatto uno per uno.

Cosa dà
Risolve il caso più comune dopo il quaderno, con un gesto che tutti conoscono. Funziona sul telefono, senza server e senza costi per noi.
Quanto costa
Medio. Leggere la pagina e passarla al nostro lettore è poco. Il «Condividi» su iPhone e Android esiste già come modulo per la nostra versione di Expo (expo-share-intent); quello ufficiale di Expo è ancora sperimentale.
Il rischio
Alcuni siti bloccano le letture automatiche: il 23/09, dal Mac, GialloZafferano rispondeva «402», oggi no. Sull'iPhone il «Condividi» da Safari può leggere la pagina già aperta dall'utente, senza riscaricarla, e questo il rischio lo toglie quasi del tutto.
I diritti
I termini di GialloZafferano dicono che le ricette sono dell'editore, che si possono usare solo per uso privato, e che è vietato estrarle per alimentare sistemi di intelligenza artificiale. Una persona che si salva nel suo ricettario una ricetta che sta guardando è uso privato, ed è quello che fanno Paprika, Crouton, Mela e Samsung Food. Due regole per restarci dentro: leggere solo quando lo chiede l'utente, pagina per pagina, e mai passare quelle pagine a un'IA: il nostro lettore non è un'IA, e va bene.
E «cercare»?
Cercare su GialloZafferano da dentro l'app vorrebbe dire usare il loro motore di ricerca senza permesso. Molto meglio un tasto «Cerca una ricetta» che apre il browser: l'utente cerca dove vuole e torna con «Condividi».

Foto o screenshot: il telefono legge il testo

Consiglio: gratis

Si scatta la pagina del libro o si sceglie uno screenshot. Il telefono trasforma la foto in testo, gratis e senza internet: l'iPhone lo fa con Vision, la stessa cosa che fa «Testo attivo» nelle Foto; Android con ML Kit di Google. Il testo va poi nel nostro lettore, come se fosse stato incollato, e si vede nel foglio dell'incolla prima di confermare.

Cosa dà
Libri, riviste, screenshot di Instagram e di WhatsApp. Funziona su tutti i telefoni, anche vecchi, e la foto non esce mai dal telefono.
Quanto costa
Medio-basso: un modulo che legge il testo dalla foto e il foglio dell'incolla che c'è già. Il lettore lo abbiamo, ed è quello che si prova da un mese.
Il rischio
La scrittura a mano. Il testo stampato si legge bene, la calligrafia di un quaderno molto meno, e il quaderno di tua moglie è il caso da cui l'app è nata. Il lettore poi riceve le righe come le trova: su una pagina a due colonne o con le dosi a margine, l'ordine si mescola.

Foto con l'intelligenza artificiale

La funzione a pagamento

Qui la foto non si limita a diventare testo: un modello di IA la capisce. Legge la calligrafia, riconosce che «farina 300» è una dose, che «per la crema» è una sezione, che la colonna a destra è il procedimento. È quello che si era deciso il 18 agosto: gratis con un limite al mese, e un acquisto una tantum per usarla senza pensarci. Tre modi di farlo, molto diversi.

C1 · L'IA di Apple

Con iOS 27 il modello di Apple Intelligence legge anche le immagini, capisce l'italiano e restituisce dati già ordinati (nome, quantità, unità). Gira sul telefono, gratis e senza internet. Apple offre anche un modello più grande sui suoi server, gratis per chi ha meno di due milioni di download.

  • Pro: zero costi per noi, niente server nostro, la foto resta fra il telefono e Apple.
  • Contro: solo iPhone 15 Pro e tutti gli iPhone 16 e 17, con iOS 27. Sugli iPhone più vecchi non c'è.

C2 · L'IA di Google sul telefono

Gemini Nano, attraverso ML Kit, accetta foto e testo. È ancora in prova (beta).

  • Pro: zero costi, sul telefono.
  • Contro: pochi telefoni (Pixel recenti, alcuni Samsung, Xiaomi, OnePlus), l'italiano non è dichiarato, e Google mette dei limiti d'uso per app.

C3 · Un modello grande, attraverso un nostro server

La foto va a Claude o a Gemini passando da un intermediario nostro, che tiene la chiave segreta e conta gli usi.

  • Pro: legge meglio di tutti, anche la calligrafia, su qualunque telefono.
  • Contro: costa a ogni foto, da mezzo centesimo a due centesimi di dollaro (mille foto: da 4 a 20 dollari); serve un server; la foto esce dal telefono e va dichiarato nella privacy e sugli store.

La combinazione che viene fuori dai fatti: sull'iPhone l'IA di Apple (C1) copre i telefoni recenti senza costarci niente, e un acquisto una tantum non ha costi da coprire nel tempo. Per Android e per gli iPhone vecchi resta C3, con un tetto di foto al mese anche per chi ha pagato. Il tuo iPhone 17 Pro Max è fra quelli coperti da C1.

Quanto costa
Alto: il foglio che mostra cosa ha capito l'IA, l'acquisto in-app con Apple e Google, un modulo nativo per l'IA di Apple (ne esistono già della community, da verificare con le immagini) e, per C3, il server.
Il rischio
Un acquisto una tantum paga una volta sola, un server costa ogni mese: con C3 va messo un tetto anche a chi ha pagato, altrimenti un utente molto attivo costa più di quanto ha pagato. La scrittura a mano in italiano non è garantita da nessuno, né Apple né Google: va provata sulle pagine vere del quaderno prima di promettere qualcosa.

«Ricetta della pizza»: la scrive l'IA

Sconsiglio, così com'è

Si scrive o si dice a Siri «ricetta della pizza», e l'IA compila la ricetta: cercandola su internet o inventandola da quello che sa.

Cosa dà
È la cosa più magica da vedere, e risponde esattamente al tester di oggi.
Perché no
Un'IA che inventa una ricetta sbaglia le dosi con sicurezza: 7 g di lievito al posto di 2, il sale doppio. Quanto Basta è l'app delle dosi giuste; una ricetta generata male tradisce proprio la cosa per cui ci si fida dell'app. Il modello del telefono è troppo piccolo per farlo bene; quello su server costa e comunque non garantisce niente. Se invece la «cerca» su internet, torniamo alla strada A, con in più un intermediario che sceglie la fonte al posto dell'utente.
Siri
Dire a Siri «aggiungi una ricetta a Quanto Basta» si può fare con le App Intents di Apple, solo su iPhone. Expo le porta con la versione 58, oggi in prova: si aspetta che esca. Serve per aprire l'app su «Nuova ricetta» o su «Incolla», non per inventare ricette.
La versione buona
Un tasto «Cerca una ricetta» che apre il browser su una ricerca («pizza margherita ricetta»), e la strada A per portarla dentro. L'utente sceglie da quale sito, vede la fonte, e noi non inventiamo niente.

Un nostro archivio di ricette pronte

Consiglio: piccolo, per cominciare

Un ricettario di partenza che l'utente aggiunge con un tocco e poi si modifica come vuole, se la pizza la fa in un altro modo.

Una parte del lavoro è già fatta. Per le schermate degli store abbiamo il ricettario demo: 22 ricette classiche in 6 categorie, con il procedimento riscritto con parole nostre e le foto libere di Unsplash, più le 12 ricette vere della vecchia webapp. Le foto e la struttura si riusano; le dosi delle 22 no (vedi il rischio).

Cosa dà
Nessuno apre più un'app vuota. Alla prima apertura, al posto di «Il ricettario è vuoto», c'è «Aggiungi le ricette di partenza». Si prova subito il riscalo su una ricetta vera, senza aver scritto niente: è il momento in cui si capisce a cosa serve l'app.
Quanto costa
Basso, se l'archivio sta dentro l'app (è un file .quantobasta, che l'app sa già importare). Un archivio online che cresce nel tempo è un altro progetto: server, aggiornamenti, qualcuno che scrive ricette.
Il rischio
Due. Diventare «un'altra app di ricette», contro GialloZafferano che ne ha migliaia: va tenuto piccolo e presentato come un punto di partenza. E le dosi del demo vengono da GialloZafferano: per la Cassazione una ricetta è protetta nella forma in cui è scritta, non negli ingredienti, ma i loro termini vietano la riproduzione commerciale e un archivio dentro un'app venduta sugli store lo è. Le ricette di partenza vanno rifatte con dosi nostre: le tue, quelle del quaderno, o controllate e riscritte a mano.
Confronto

Le cinque strade una accanto all'altra

StradaPer chiTelefoniCosto per noiLavoroConsiglio
A · Link e CondividiHa un sito apertoTuttiZeroMedioSì, per prima
B · Foto, testoLibri, screenshotTuttiZeroMedio-bassoSì, gratis
C1 · Foto, IA di AppleQuaderni, pagine difficiliiPhone 15 Pro e successivi, iOS 27ZeroAltoA pagamento, su iPhone
C2 · Foto, IA di GoogleQuaderni, pagine difficiliPochi AndroidZeroAltoNon ancora: beta, niente italiano dichiarato
C3 · Foto, IA su serverQuaderni, pagine difficiliTutti0,4-2 centesimi a fotoAlto, più il serverA pagamento, dove C1 non c'è
D · Ricetta inventata dall'IANon ha nienteDipendeDa zero a centesimiAltoNo; sì a «Cerca» che apre il browser
E · Ricette pronteNon ha niente, e chi provaTuttiZeroBassoSì, piccolo
Cosa si paga

Gratis quello che costa poco, a pagamento quello che è magico

La regola che propongo: è gratis tutto quello che non costa niente a noi e che risponde a «devo scriverle a mano?». Se il link o la foto di un libro fossero a pagamento, il tester di oggi se ne andrebbe prima di aver capito a cosa serve l'app. A pagamento va la cosa che nessun'altra strada sa fare: leggere un quaderno scritto a mano.

Gratis, per tutti

  • Scrivere e incollare, come oggi
  • Link e «Condividi» dai siti (A)
  • Foto e screenshot di testo stampato (B)
  • Le ricette di partenza (E)
  • Qualche foto con l'IA al mese, per farla provare (C)

Una tantum, una volta sola

  • Foto con l'IA senza pensarci: quaderni scritti a mano, pagine difficili, sezioni riconosciute da sole (C)
  • Acquisto non consumabile, con Apple e Google: sugli store una funzione digitale si vende solo così. La commissione per noi è il 15%, in Europa, sia da Apple sia da Google
  • Si recupera su un telefono nuovo con «Ripristina acquisti»
In che ordine

Una proposta di strada, a tappe

  1. Ricette di partenza (E)Il più veloce, e cambia la prima impressione per tutti: si prova il riscalo senza aver scritto niente. Parte dal ricettario demo che c'è già.
  2. Link e «Condividi» (A)Risponde al tester di oggi e a chiunque cucini con il telefono in mano. Con il tasto «Cerca una ricetta» copre anche chi non ha niente.
  3. Foto di testo stampato (B)Libri, riviste, screenshot. Gratis e su tutti i telefoni.
  4. Foto con l'IA, a pagamento (C)Per ultima, perché è la più costosa da fare bene e perché dopo le altre tre si sa meglio cosa manca davvero. Si comincia dall'IA di Apple sull'iPhone, che non costa niente; il server si aggiunge dopo, se Android e gli iPhone vecchi lo chiedono.
Da decidere

Le domande per te

1 · L'ordine delle tappe ti convince?

O preferisci partire dalla foto con l'IA, che è la funzione a pagamento?

2 · La foto con l'IA: solo iPhone recenti all'inizio?

Partire con l'IA di Apple vuol dire zero costi e niente server, ma per ora la funzione a pagamento ci sarebbe solo sugli iPhone 15 Pro e successivi. Oppure aspettiamo di avere anche il server, e la lanciamo per tutti insieme.

3 · Le ricette di partenza: di chi?

Le dosi del demo vengono da GialloZafferano e non si possono distribuire così. Le 12 della vecchia webapp sono nostre. Ne scegliamo una ventina dal quaderno di casa, e le foto le rifacciamo o le prendiamo da Unsplash?

4 · Mi presti il quaderno?

Tre o quattro foto di pagine vere, scritte a mano, sono la prova che decide fra B, C1 e C2 meglio di qualunque ragionamento.

Da dove vengono i fatti

IA di Apple: dispositivi e lingue, WWDC26, immagini e modello sui server. Google: ML Kit GenAI, telefoni. Lettura del testo: Vision, ML Kit, modulo expo-text-extractor. Costi: Claude, Gemini. Condividi: expo-share-intent, expo-sharing. Siri: Expo SDK 58 beta. Diritti: termini di GialloZafferano (art. 5), Cassazione 18220/2019. Acquisti: regole Apple, Apple UE, Google UE. Per un'opinione sui diritti che valga davvero, serve un legale.

La prova su GialloZafferano: pagina «Pizza Margherita» scaricata il 28/09/2026, ingredienti letti dal formato schema.org della pagina e passati al lettore dell'app (leggiBloccoMultilingua). Le decisioni del 18/08 stanno in docs/superpowers/specs/2026-08-18-dosatore-core-design.md, il ricettario demo in docs/store/demo/.